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«Guardia medica, rispondi»: la protesta della nipote di una paziente oncologica

«Guardia medica, rispondi»: la protesta della nipote di una paziente oncologica

Prato, la donna: «Abbiamo chiamato invano per 30 volte, un comportamento inammissibile»

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PRATO. Al day hospital del servizio oncologico dell’ospedale il sabato non c’è nessuno e la guardia medica non risponde. È la brutta esperienza che ci racconta una lettrice, Martina Nieri, che sabato aveva bisogno di assistenza per la nonna di 88 anni, paziente oncologica da 30 anni, ora alle prese con l’osteoporosi.

«Questa mattina (sabato, ndr) oltre al dolore lancinante, nonna respira male – racconta la nipote – In accordo con mio zio decidiamo di chiamare il 112. Arriva L’ ambulanza con infermiera a bordo. L’infermiera prende tutti i parametri necessari e ci comunica che in realtà i parametri basilari vanno bene. Probabilmente il forte dolore le toglie il fiato. Ci comunica le scelte possibili: o portarla in ospedale o, trattandosi di una malattia a termine, lasciare nonna a casa in dignità e accompagnarla cercando di lenire il dolore. Decidiamo di lasciare nonna a casa e su consiglio dell’ infermiera cerchiamo di contattare il medico oncologo curante per capire cosa darle per il dolore. Iniziamo a chiamare l’ospedale ma essendo sabato in oncologia day ospital non c è nessuno. L’infermiera del 112 ci consiglia di chiamare la guardia medica. Chiamiamo circa 30 volte, anche da telefoni diversi, il numero unico 0573454545 ma parte un disco registrato che dopo qualche secondo fa terminare la chiamata. L’infermiera molto carinamente chiama la centrale operativa spiegando la situazione. Dalla centrale le passano una persona che a sua volta le passa la guardia medica. Viene spiegata la situazione è chiesto di venire a casa per cercare di dare un antidolorifico via flebo. La risposta è no! Non vengono a casa. Viene chiesto di parlare con un familiare, rispieghiamo tutta la situazione per circa 20 minuti (con il telefono delle emergenze, cosa che se ci fosse stata un’altra emergenza quell’ambulanza era bloccata per una telefonata) per concludere con una terapia telefonica e la promessa di risentirsi dopo 6 ore (come non si sa, visto che non c è modo contattare nessuno)».

«È inammissibile tener ferma un’ambulanza per una telefonata a un servizio che dovrebbe essere alla portata dei cittadini – commenta amaramente la nipote della paziente – È inammissibile che non si riesca a contattare in maniera autonoma la guardia medica di turno e che venga negata una semplice flebo di antidolorifico o un medicinale necessario ad una persona malata terminale».

Interpellata in merito, al momento l’Asl si è riservata di fare accertamenti.
 

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