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A sei anni scivola e si frattura la spalla: «In ospedale non avevano le fasce»
Prato, il racconto del padre: «Dobbiamo acquistarle in un negozio d’articoli ortopedici»
PRATO. «Nostro figlio di sei anni ha riportato una frattura alla clavicola, ma al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano non avevano disponibili le fasce per immobilizzare la spalla». A raccontare l’episodio sono due genitori pratesi. «Mia moglie ed io abbiamo accompagnato il nostro bambino di sei anni a un compleanno organizzato a Palazzo Pretorio - racconta il padre del bimbo - e nel venire via mio figlio, distrattamente, ha messo male il piede sugli scalini ed è caduto per l’intera rampa di scale. Ha subito accusato dolore alla spalla sinistra. È stata chiamata l’ambulanza e mio figlio è stato trasportato all’ospedale di Prato».
«A seguito di raggi e visita ortopedica è emerso che ha una frattura alla clavicola e dovrà portare una fascia per immobilizzare la spalla per dieci giorni - prosegue l’uomo - . Purtroppo però ci è stato riferito che non tengono queste fasce per bambini. Essendo sabato sera, le uniche farmacie aperte a Prato non avevano queste fasce. Così mi sono ritrovato ad aspettare il lunedì mattina per andare ad acquistare la fascia in un negozio specializzato di articoli ortopedici. Trovo tutto questo assolutamente grottesco e assurdo».
Il Tirreno ha contattato l’Asl Toscana centro che precisa che «in merito alla segnalazione inviata, in mancanza purtroppo di elementi per identificare il caso, non è stato possibile effettuare un riscontro rispetto a quanto evidenziato».«
Non potendo dare una risposta specifica sul caso segnalato, il direttore di Ortopedia riferisce che per le fratture di clavicola, viene applicata una benda a maglia con ovatta per l’immobilizzazione dell’arto - spiega l’azienda sanitaria - . Rispetto al tutore non esiste differenza nella contenzione effettuata con la fasciatura. L’azienda è sempre molto sensibile e attenta quando un utente segnala un disservizio, in particolare quando si tratta di bambini e si impegna nella risoluzione di eventuali problematiche. L’Azienda resta a disposizione e qualora la famiglia lo desideri, potrà contattarci per valutare il caso del figlio».
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