Il Tirreno

Prato

Moscerini nello stracchino alla mensa della scuola

di Maria Lardara
L’ingresso della scuola elementare Ammannati di Tobbiana
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L’ingresso della scuola elementare Ammannati di Tobbiana

Ma il preside “assolve” la ditta che fornisce i pasti a Tobbiana

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PRATO.  Quello stracchino andato di traverso è finito nel cestino: non perché non piacesse il formaggio in questione ma sono altri i motivi che hanno fatto storcere la bocca a una bambina della primaria Ammannati di Tobbiana che mercoledì scorso si è seduta a mensa. L’alunna ha fatto la scoperta di minuscoli ospiti indesiderati sul morbido formaggio arricchito con le carote a julienne come contorno, ovvero dei moscerini. E l’ha riferito alle maestre. «Il disservizio è già stato segnalato alla dirigenza scolastica ma purtroppo non avendo provveduto la maestra a fotografare il piatto abbiamo solo la testimonianza orale della bambina e dell’insegnante», raccontano i genitori. A detta dei genitori, l’insetto sarebbe stato trovato dentro l’involucro del formaggio che viene servito singolarmente dalle sporzionatrici della Camst, la ditta che eroga il servizio. È arrivata sì una segnalazione al dirigente Giuseppe Tito ma non all’ufficio refezione scolastica del Comune che ieri mattina non era al corrente dell’episodio. Il preside ha chiesto un chiarimento alle insegnanti per capire meglio la dinamica anche perché in questi casi esistono delle precise procedure di accertamento. «Non escludo che questo moscerino potesse essere nell’aria visto che abbiamo i neon accesi nei locali della mensa: si tratterebbe di un caso isolato peraltro non ancora confermato dalle insegnanti». La scoperta del moscerino è un’incognita anche per l’ufficio refezione scolastica del Comune che ricorda le procedure di controllo cui il servizio di ristorazione scolastica è soggetto. «Solo che in questo caso non abbiamo avuto nessun tipo di segnalazione e generalmente la scuola Ammannati è molto attenta sulle modalità di somministrazione dei pasti – assicura la responsabile del servizio mensa Paola Nizzi – Nel caso dello stracchino, il formaggio viene privato dell’involucro al momento dello sporzionamento. Non c’è prova che il presunto moscerino fosse all’interno della confezione viste anche le temperature di questi giorni che favoriscono un ambiente caldo-umido. Vien da pensare che in questa circostanza tutte le procedure di autocontrollo non siano state rispettate. Per poter intervenire occorre essere a conoscenza dei fatti di cui, ripeto, in Comune non abbiamo avuto segnalazione: né dalla ditta Camst, né dalla scuola».

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