Il presidio
«Sei con noi Giacomo», in centinaia omaggiano il campione di volo
A Santonuovo la giornata commemorativa dell’associazione “Giak nuotatore volante”
PRATO. «Nella vita o si vince o s’impara. Non si perde mai». Era una frase che Giak usava dire spesso. Ogni sconfitta come punto di partenza per affrontare in modo più maturo e consapevole le sfide successive.
C’era una serena determinazione in Giacomo Di Napoli, che a soli 20 anni lo aveva portato a raggiungere traguardi importanti. Era figlia dell’educazione ricevuta da babbo Gennaro e mamma Cristina, e di un carattere naturalmente incline alla positività. «Aveva costruito le basi della sua esistenza come un architetto. Non sappiamo quanto avrebbe saputo ancora darci, ma crediamo molto», dice il professor Carlo Bonardi, dell’università di Firenze, che su delega del rettore dell’università Marconi di Roma, Alessandra Briganti, ha consegnato ai genitori il diploma di laurea alla memoria in Scienze e tecniche psicologiche.
Sui campi verdi dell’associazione sportiva “I pinguini” di Santonuovo a Quarrata, prima scuola di volo di Giak, quanto abbia saputo dare questo ragazzo scomparso prematuramente era già evidente ieri mattina, nelle centinaia di persone accorse per il primo evento commemorativo in sua memoria. Il dolore per la sua morte (l’11 luglio a Castel Viscardo quando, a bordo del suo aliante, si stava allenando in vista dei Mondiali di Francia) è sale sulla ferita. Brucia tanto, a distanza di tre mesi. Ma c’è la voglia di costruire, come l’aveva lui. E allora ecco la nascita, ai primi di agosto, dell’associazione presieduta dalla madre, Cristina Monzali, “Giak nuotatore volante”, nome che riunisce le due passioni di Giacomo, quella per il volo e quella per il nuoto. Onlus “con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale”, che ha il fine di continuare a trasmettere i valori e le passioni nelle attività che Giacomo amava: il volo, il nuoto, lo studio, l’equitazione e la musica. L’associazione ha realizzato una maglia con il logo “GDN” e ha già in calendario diverse attività (per conoscerle nei dettagli www.associazionegiaknuotatorevolante.it). Tra queste: un progetto di ippoterapia per 7 portatori di handicap al centro ippico di Bavigliano, una borsa di studio per studenti delle superiori, l’acquisto di ausili didattici per il comprensivo Sestini di Agliana e il Liceo artistico Petrocchi, una giornata di volo. E poi un concerto di beneficenza il 20 gennaio 2023 (data in cui Giak avrebbe compiuto 21 anni) al Politeama di Prato con la Oversea Orchestra, e la pubblicazione - nello stesso giorno - di un libro di ricordi da parte di chi l’ha conosciuto. Alla mail giaknuotatorevolante.ricordi@gmail.com è possibile inviare, ancora per pochi giorni, i propri contributi.Ieri mattina, ai Pinguini, ai genitori di Giacomo Di Napoli sono state consegnati una medaglia di bronzo del Coni al valore sportivo; il brevetto di istruttore di nuoto Cogis; la laurea alla memoria in Scienze e tecniche psicologiche. Erano presenti il sindaco di Agliana Luca Benesperi, il sindaco di Quarrata Gabriele Romiti, il vescovo Fausto Tardelli, delegati regionali del Coni, il delegato del rettore dell’università Marconi di Roma, e i membri dell’associazione “I pinguini”: il presidente Simone Baldecchi, il direttore della scuola di volo Silvio Bruschi, il notissimo istruttore Antonio “Mimmo” Buoncristiani: «Come allievo era un marziano – afferma Mimmo con la voce rotta dalla commozione – Si può iniziare a volare a 16 anni, e lui a 16 anni e pochi giorni era qui. Non fatemi dire altro, non ce la faccio. Però tra noi piloti, quando qualcuno dei nostri se ne va, si usa fare un brindisi. Ecco vi invito a brindare per Giacomo». E così è stato, dopo il lancio dei palloncini bianchi e dopo che un gruppo di amici, ciascuno con una lettera sulla maglia, si è stretto per mano sui campi verdi formando la scritta “Sei con noi Giak”.
Tanti applausi e abbracci a Cristina Monzali e Gennaro Di Napoli, colonnello dell’aeronautica, che avevano fatto sapere prima dell’inizio della cerimonia di non voler rilasciare dichiarazioni ufficiali. Ma non ce n’era bisogno. Il solco è tracciato, nel nome di Giak. Rivivrà nei progetti che l’associazione porterà avanti nel suo nome.
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