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La storia
Cucinare a occhi chiusi: i ragazzi aiutano i ciechi
di Maria Lardara
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Una studentessa del Datini impegnata nel corso insieme a una non vedentePrato, si sta per concludere il progetto dell’alberghiero “Datini”. Gli studenti insegnano ai non vedenti a muoversi tra i fornelli
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PRATO. Le nocche come righello. Per indicare la distanza sicura prima di tagliare le verdure a julienne. Gli occhi non vedono, le mani toccano. Quelle di Stefania e Matilde si sfiorano sopra il piano cottura. La presidente dell’Unione ciechi e ipovedenti di Prato, la studentessa di quarta dell’alberghiero Datini.
Stefania cucina il risotto ai funghi, Matilde prende la sua mano...
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