Il presidio
Prato, il Pd smorza il pasticcio candidati: «La carta d’identità non conta»
Dopo l’esclusione di Benedetta Squittieri, Nannicini rivendica la competenza e Martini critica i ritardi sul sottopasso del Soccorso e la nuova pista di Peretola
PRATO. Il montevarchino, la versiliese, l’aglianese, la pistoiese. L’unico a declinare la rosa in chiave “pratese” è Marco Martini, ex sindaco di Poggio a Caiano per due volte, quarto nel listino plurinominale della Camera. Ieri mattina la squadra targata Pd di candidate e candidati era schierata nelle stanze di via Carraia, pronta per il calcio d’inizio di domani sera alle 21, quando si svolgerà un incontro pubblico negli spazi della Beste Hub di via Bologna. Sembrano acqua passata le polemiche dopo il pasticcio della formazione delle liste e il caso-Squittieri scoppiato in casa Pd, se non fosse per una domanda della stampa posta al segretario provinciale Marco Biagioni che ha presentato i nomi in campo: il montevarchino Tommaso Nannicini, senatore uscente in corsa per l’uninominale della Camera, ex sottosegretario di area renziana, la sottosegretaria uscente Caterina Bini di Pistoia candidata al plurinominale della Camera, l’assessora comunale di Camaiore Anna Graziani in lizza per l’uninominale del Senato, Marco Furfaro di Agliana, dirigente nazionale del Pd, Marco Martini, ex sindaco di Poggio a Caiano: anche gli ultimi due, come Bini, si giocano un posto nel listino plurinominale alla Camera (assente la capolista umbra Anna Ascani). «Vincono le idee e noi le abbiamo ben chiare su lavoro, economia, ambiente, sanità, scuola: un programma elettorale di 12 punti che rientrano pienamente in quello del Pd nazionale – sottolinea Biagioni – A Prato ci troviamo in una situazione particolare, senza un parlamentare uscente e con un collegio molto grande territorialmente. Questo, insieme alla riduzione dei parlamentari, ci ha indebolito e le scelte nazionali sono andate in un certo modo. Ma i nomi che presentiamo oggi non sono quelli di “alieni” o “paracadutati”: qui abbiamo una squadra competente».
A rimarcare il gioco di squadra è in primis Nannicini, che invita a vedere la rappresentanza in modo più ampio, «senza agganciarla alla carta d’identità». Ad ammettere «un problema» sull’assenza di candidati pratesi è Bini che finisce per stemperare ogni polemica con una promessa. «Sì, c’è stata una carenza su questo territorio ma questo non significa che non c’impegneremo per Prato una volta eletti». E la sottosegretaria uscente rivendica di averlo dimostrato nell’ultimo mandato facendo arrivare a Prato 10 milioni di euro grazie alla legge di conversione del bilancio. Ma ora è tempo di correre per il 25 settembre premendo su uno dei tasti più dolorosi, soprattutto in un distretto caratterizzato da tante imprese energivore: il rincaro delle bollette. Nannicini rilancia l’urgenza di un tetto nazionale al prezzo dell’elettricità con una compensazione fino al 50 per cento degli extracosti delle imprese per gas ed elettricità». Sul capitolo distretto e immigrazione annuncia l’arrivo in città di otto ispettori del lavoro, un contributo «per integrare il tessuto imprenditoriale in un paradigma di legalità e sicurezza». Poi, la stoccata al centrodestra. «Scelta miope quella di far cadere un governo che autorevolmente stava ponendo la questione energetica in Europa». Poi c’è tutto il tema della scuola, diritti, lavoro e sociale su cui Furfaro fa sentire la sua voce. «La destra ha una visione aberrante di società». Quello dei giovani è un tema caro anche alla candidata Graziani: «Servono incentivi per le giovani generazioni che hanno idee ma devono vedersela con la burocrazia». A riportare la discussione su un asse più “pratese” è Martini che ha ricordato i mali di cui soffre la nostra area, dal sottodimensionamento del tribunale alle grandi opere come i ritardi sul sottopasso del Soccorso. Rimarcato il no al potenziamento di Peretola. «Sono coerente con la mia storia, quell’opera non è sostenibile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
