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Silli sul Tribunale: «Dal ministero uno schiaffo a Prato»
Il deputato è intervenuto al consiglio comunale straordinario sulla giustizia: «La mia fiducia al governo non più scontata». Il sindaco Biffoni: «E’ un problema di democrazia dell’intero Paese»
PRATO. "Il problema del Tribunale di Prato non riguarda solo i pratesi, è un problema di democrazia dell'intero Paese perché qui ci sono fascicoli che riguardano aziende e cittadini anche del resto d'Italia". Ha concluso così il sindaco Matteo Biffoni il suo intervento al termine del consiglio comunale straordinario sul Tribunale. Biffoni ha aperto il discorso mettendo in parallelo due diversi solleciti che la città di Prato, attraverso il proprio sindaco e i propri parlamentari, hanno fatto al ministero della Giustizia ottenendo ogni volta rassicurazioni ma senza conseguenze concrete: la prima nel 2010, la seconda nel 2021. "Nel mezzo ci sono stati tanti viaggi a Roma, tante sollecitazioni, amministrazioni di destra e di sinistra, Governi più o meno amici, ministri come Bonafede che addirittura ci rassicuravano sul buono stato di salute del nostro Tribunale o come la Cartabia, che ha condiviso le preoccupazioni della città. I risultati però li conosciamo tutti".
Biffoni ha ricordato e riconosciuto lo sforzo unanime fatto da tutti i livelli istituzionali: amministratori comunali, parlamentari, ma anche presidente di Tribunale, procuratore capo, categorie professionali e sindacati. "Le uniche risposte arrivate in questi anni, va riconosciuto, sono state la definizione di sede disagiata che, piaccia o meno, ha permesso in un primo momento di ottenere più personale e l'inserimento di nuovi giudici da parte del Csm. Troppo poco e soprattutto con effetti non duraturi, il problema non è mai stato risolto così come dal Ministero non c'è un riconoscimento della situazione eccezionale di un territorio dove ogni anno almeno 1.400 fascicoli vengono aperti a seguito di notizie di reato legate ai controlli lavoro sicuro". Nel corso del dibattito è stato ricordato anche il supporto che il Comune di Prato dà attraverso il distaccamento degli agenti di Polizia Municipale.
Il sindaco ha invitato tutti a lasciare fuori dalle campagne elettorali questo tema per continuare ad affrontarlo in sinergia ognuno per la propria parte: "Lo sforzo è sempre stato costante da parte di tutti e anche se i risultati non sono arrivati nessuno ha intenzione di fermarsi. Per quanto mi riguarda sono sempre a disposizione: se qualcuno ha idee ulteriori si faccia avanti".
Polemico il deputato di Italia al Centro Giorgio Silli. “Non essersi neppure degnati di rispondere all’invito per il consiglio comunale straordinario sul Tribunale è l’ultimo schiaffo che il ministero della giustizia dà alla città di Prato. Da anni mi batto per migliorare le condizioni, attualmente grottesche, del nostro Palazzo di giustizia. Interrogazioni in commissione, a risposta scritta, question time in aula, lettere inviate al gabinetto del Ministro, incontri al ministero, lettere inviate al Capo dipartimento del personale del ministero, rimaste addirittura indignitosamente senza risposta”.
“Sia il ministro Cartabia che il sottosegretario Sisto – ha aggiunto Silli – sono stati molto gentili nell’interessarsi del caso Prato; Sisto ha anche ricevuto una delegazione guidata dal presidente del Tribunale lo scorso anno. Purtroppo però a causa di questioni puramente amministrative tutto si arena nei meandri della burocrazia ministeriale, dove probabilmente qualcuno non nutre grande simpatia per Prato. Di fronte a questo ennesimo schiaffo non posso certo tacere. Prima delle dinamiche di partito o delle dinamiche politiche nazionali viene la mia città, il distretto che rappresento e pertanto da oggi la mia fiducia al governo Draghi, verso il quale nutro grande stima e rispetto, non sarà più scontata. Non posso continuare ciecamente a sostenere tutti i provvedimenti di un esecutivo che non riesce a dare un cenno di solidarietà o di aiuto al tribunale della terza città del centro Italia”.
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