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A scuola a piedi o in bici. «La macchina non serve»
Basta al massimo un quarto d’ora per andare a scuola a piedi o in bici senza lo stress del traffico delle ore di punta
PRATO. Basta al massimo un quarto d’ora per andare a scuola a piedi o in bici senza lo stress del traffico delle ore di punta. È questo uno dei risultati emersi dallo studio condotto da Simurg nelle scuole superiori pratesi nell’ambito del progetto del Comune “Demos”, che ha coinvolto oltre 200 studenti. Il Manifesto che rappresenta il decalogo della Mobilità sostenibile è stato presentato ieri in Comune alla presenza dell’assessora alla Mobilità Flora Leoni, di Elena Canna e Daniele Mirani di Simurg Ricerche e dell’ingegnere Marco Nuti del Servizio Mobilità e Infrastrutture del Comune, e sono stati mostrati anche i risultati del Masterplan partecipato della mobilità scolastica sostenibile alla base del manifesto stesso. Presenti anche alcuni ragazzi delle scuole superiori coinvolte nel progetto: Buzzi, Livi, Collegio Cicognini, Conservatorio San Niccolò, Cicognini-Rodari, Da Vinci, Dagomari.
Il percorso del Masterplan ha visto i ragazzi di diverse classi misurarsi con l’obiettivo di analizzare le diverse modalità utilizzate per andare a scuola e per riflettere sui relativi impatti di natura ambientale, economica e sociale che gli stessi spostamenti producono. Sono stati quindi effettuati questionari e sono state analizzate anche graficamente le residenze degli studenti rispetto alle scuole da raggiungere. I risultati che emergono dai dati mostrano in modo significativo come una quota importante di studenti, stimabile intorno al 65%, abiti ad una distanza spesso inferiore ai 10-15 minuti, da percorrere a piedi o in bicicletta, dalla scuola che frequentano.
In parallelo ai laboratori partecipativi, alcuni insegnanti sono stati coinvolti in un percorso formativo volto ad approfondire le competenze della figura del Mobility Manager Scolastico. Come per le aziende, anche le scuole sono tenute a dotarsi di un Piano Spostamenti Casa Scuola, da aggiornare annualmente, e che rappresenta non solo la fotografia delle abitudini di spostamento dell’utenza scolastica, ma costruisce di fatto le basi per agire sulla riduzione dell’uso dei mezzi privati a favore di spostamenti più sostenibili e meno impattanti.
Il progetto ha fatto emergere diversi aspetti del problema e alcune criticità comuni a molte città italiane, ma ha anche delineato numerose opportunità per migliorare. Tra i numerosi spunti fatti emergere dai ragazzi, i più significativi sono stati raccolti in un vero e proprio Manifesto della mobilità sostenibile casa-scuola che non solo formula le tre regole per andare a scuola in modo sostenibile – “Entro un chilometro vai a piedi!”; “Entro tre chilometri usa la bici!”; “Più lontano, usa l’autobus o il treno!” -, ma chiarisce le ragioni per cui è importante occuparsi del tema della sostenibilità anche offrendo dei suggerimenti e dei consigli.
«L’obiettivo fondamentale che ci si è proposti prima di elaborare il Manifesto era quello di osservare i dati oggettivi nel campo della mobilità scolastica – ha commentato l’assessora alla Mobilità Flora Leoni – Il fatto che dai dati elaborati emerga che oltre il 60% degli studenti abiti in un raggio compreso tra i 500 metri e i 5 chilometri dalla scuola che frequentano ci offre un concreto punto di partenza: è possibile maturare una vocazione ambientale». L’assessora Leoni ha poi aggiunto, rivolgendosi agli alunni delle scuole: «Avete configurato dei principi condivisibili e a voi sta rappresentare la spinta verso il cambiamento, così da adottare azioni sempre più rivolte ad una mobilità sostenibile. È il momento di passare dai principi statuiti ai fatti».
«L’auspicio ovviamente è che i suggerimenti, le proposte e le indicazioni arrivate dai ragazzi e rivolte in particolare ai loro coetanei non rimangano sulla carta, ma diventino spunto per l’attivazione di nuove pratiche di mobilità tra i giovani – ha aggiunto Elena Canna di Simurg Ricerche – Tra gli obiettivi che ci proponiamo per il futuro c’è la creazione di una rete tra i Mobility Manager Scolastici per condividere strategie, azioni, modalità comunicative e co-progettare eventi ed attività di aggiornamento». l
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