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Lavoro insicuro, a Prato tre indagati su quattro sono imprenditori di nazionalità straniera

Il procuratore Nicolosi: «I confezionisti dovranno abituarsi a valutare il rispetto delle norme non più solo come un costo»


03 maggio 2022 Paolo Nencioni


PRATO. Sono stranieri, in particolare cinesi, tre indagati su quattro per le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro in provincia di Prato.

Sul tema tornano ad accendersi i riflettori a un anno esatto dalla morte della giovane operaia Luana D’Orazio all’interno dell’Orditura Luana di via Garigliano a Montemurlo, il dramma che per mesi ha proiettato Prato sulle prime pagine dei giornali e nei programmi televisivi. E che ce la riporterà almeno fino al termine del processo in corso in Tribunale, slittato a settembre.

I numeri degli infortuni sul lavoro, delle notizie di reato e degli indagati in tema di violazione delle norme di sicurezza nel corso del 2021 sono stati forniti ieri dal procuratore Giuseppe Nicolosi, che insieme al sostituto Vincenzo Nitti si è occupato del procedimento per la morte di Luana D’Orazio.

Il dato che più colpisce riguarda appunto la suddivisione per nazionalità degli indagati. A fronte di 119 italiani, ce ne sono 319 cinesi e 45 di altre nazionalità. Numeri che sono il frutto della geografia economica del distretto tessile ma ancor di più dei controlli sempre più serrati sulle aziende a conduzione cinese. Più controlli, più notizie di reato e più sanzioni, insomma.

«Ora bisognerà vedere se gli imprenditori cinesi si abitueranno a valutare le norme per la sicurezza nei luoghi di lavoro non più soltanto come un costo – commenta il procuratore Nicolosi – Per fortuna il tipo di produzione che viene svolta nelle confezioni e nei pronto moda, salvo tragedie come quella del 2013 alla Teresa Moda, non si presta a infortuni di una certa gravità. Va comunque detto che la mancanza di sicurezza e lo sfruttamento sono fenomeni interconnessi».

E probabilmente non è un caso se, dopo anni in cui sembravano quasi scomparsi, complice la crisi provocata dalla pandemia Covid, si cominciano a rivedere i dormitori abusivi a servizio di pronto moda e confezioni.

Il totale degli indagati per il mancato rispetto delle condizioni di sicurezza nel 2021 è stato di 483, mentre sono state 593 le notizie di reato arrivate in Procura, quasi due al giorno, di cui 493 segnalate dagli ispettori dell’Asl, che sono 44 grazie al Progetto lavoro sicuro (di cui tre in Procura). Un piccolo esercito di ispettori che produce un numero di sanzioni molto più alto delle altre tre zone coinvolte nel progetto (Empoli, Firenze e Pistoia).

Il trend delle segnalazioni nei primi quattro mesi dell’anno è in leggera crescita: dal 1° gennaio al 28 aprile ne sono arrivate 215, con una proiezione al 31 dicembre di 645. Dentro c’è di tutto, dalle gravi violazioni alle bagatelle che si risolvono in giornata. Anni fa erano molte di più, sulle 800, poi c’è stato anche qui un effetto Covid.

Quanto agli infortuni sul lavoro, nel corso del 2021 ne sono stati segnalati 153 (oltre a 4 malattie professionali).

Tra questi c’è anche quello di Luana D’Orazio, ma se consideriamo il distretto tessile allargato vanno conteggiati anche quelli di Sabri Jaballah alla Millefili di Montale (febbraio) e di Giuseppe Siino alla Alma spa di Capalle (settembre). Le buone notizie arrivano dal settore edile, tradizionalmente quello più pericoloso, dove non si sono registrate vittime nel corso del 2021.

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