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Ispettori da 24 a 37 entro giugno. L’annuncio del ministro Orlando
Incontro in Prefettura: verranno intensificati i controlli nelle aziende in tema di sicurezza e legalità
PRATO. A quasi un anno dalla tragedia della giovane mamma Luana D’Orazio, morta stritolata in un macchinario tessile, il ministro del Lavoro Andrea Orlando torna a Prato per fare il punto su quanto è stato fatto in questi dodici mesi in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro. E lo fa in Prefettura dove la prefetta Adriana Cogode ha convocato un tavolo di lavoro con i rappresentanti delle forze dell’ordine, della Regione, dei comuni di Prato e Montemurlo, di Inps e Inail.
«E’ stato potenziato l’Ispettorato del lavoro sia dal punto organico che di competenze – dice il ministro Orlando facendo il bilancio – Sono state previste nuove sanzioni per le imprese che non rispettano le regole. Sono stati incrementati gli strumenti di prevenzione anche con un ruolo più attivo dell’Inail. Stiamo lavorando per andare avanti sul fronte dei controlli, della prevenzione a partire anche dalla scuola e sulla reputazione delle imprese e sulla loro qualificazione. Bisogna fare in modo che le imprese quando partono devono garantire standard di sicurezza. Invece continuiamo a vedere il gioco delle scatole cinesi che chiudono e riaprono e così eludono tutto questo».
«Abbiamo già ottenuto dei risultati – continua il ministro del Lavoro – ma era importante non venire qui solo nell’immediatezza di un fatto di cronaca, drammatico come quello della povera Luana, ma anche continuare a stare sul territorio per vedere come le norme che abbiamo previsto funzionano o non funzionano e se c’è la necessità di adeguarle».
Poi l’annuncio sugli organici. «L’ispettorato del lavoro di Prato passerà dagli attuali 24 a 37 ispettori, 5 dei quali sono stati già inseriti nell’organico in questo mese di aprile, il resto entro giugno – continua – Si tratta di un potenziamento di più del 50% di unità quindi si tratta di una iniezione potente di energie che porteranno a rafforzare i controlli».
Ma sul fronte del lavoro non c’è solo la questione sicurezza. In questo periodo si parla anche di mancanza di operai, come nei settori del turismo e del terziario. Può esser colpa del reddito di cittadinanza?
«In parte può incidere il reddito di cittadinanza, ma stiamo studiando di introdurre ulteriori modifiche che rendano compatibili il reddito di cittadinanza con i cosiddetti lavoretti o lavori a breve termine – risponde il ministro Orlando – Ma poi ci sono i problemi di rispetto dei contratti di lavoro, i salari in alcuni comparti e poi c’è anche un problema demografico e poi c’è il problema di orientamento della scuola. Perché molti lavori non vengono ritenuti idonei da molti studenti e si tratta di far capire che oggi lavorare in una fabbrica non è più come trenta-quaranta anni fa. Oggi può essere un luogo anche di crescita professionale e anche in grado di dare soddisfazione sotto il profilo economico. Insomma c’è molto da fare sotto molti fronti. Dare la responsabilità solo a una cosa è un po’ un alibi per tutti coloro che hanno responsabilità su altri fronti».
Lei ha parlato di rispetto dei contratti e nell’edilizia si assiste proprio al rifiuto di andare a lavorarci perché molto spesso in busta paga arriva la metà delle ore lavorate.
«Ed è questo esattamente il motivo per cui poi non si trovano più gli operai».
Sono in ponte iniziative a sostegno del lavoro sostenibile? «Sì - conclude – stiamo lavorando per un pacchetto di misure che possano andare in quella direzione».
«Il ministro ha mantenuto la promessa fatta un anno fa – dice il sindaco Matteo Biffoni – Per noi è fondamentale che Inps e Inail e tutte gli organi di controllo siano rinforzati perché questo fenomeno non si vince solo con la repressione» . Pochi giorni fa su 18 aziende controllare sono state trovate tutte irregolari.
«La spiegazione che ci siamo dati è che in questi ultimi due anni condizionati dal Covid e quindi dalle difficoltà di fare i controlli abbiano dato la sensazione di poter tornare a non rispettare le regole. Perché secondo i dati anche della Regione col dottor Berti a un periodo in cui si registrava un effettivo miglioramento delle condizioni di lavoro, adesso dagli ultimi riscontri come quello del dormitorio scoperto a Montemurlo, hanno acceso un campanello di allarme perché significa che non possiamo permetterci di abbassare la guardia in nessun modo».
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