Tintura, si cambia per ridurre l’impatto
Filpucci adotta un processo a 60 gradi per le fibre naturali. «Consumate meno acqua ed energia, inquinamento tagliato»
PRATO. Un nuovo processo di tintura per le fibre naturali, che permetterà di ridurre drasticamente l’impatto del processo: l’azienda Filpucci lo ha sperimentato in questi mesi.
Si tratta di un nuovo ciclo di tintura isotermico a 60 gradi che permette di risparmiare risorse preziose, come dimostra l’Analisi del ciclo di vita, o Life cycle assessment (Lca) , un procedimento oggettivo di valutazione dei carichi energetici ed ambientali relativi ad un processo o un prodotto, effettuato attraverso l’identificazione dell’energia, dei materiali usati e dei rifiuti rilasciati nell’ambiente, lungo tutto il suo ciclo vita. L’analisi in questione è stata effettuata da Tecnotessile.
Per la misurazione sono stati presi in considerazione i due filati “best seller” dell’azienda: il “Viscrepe” per la “Collection” e il “Merinocot” per l’aguglieria.
Come spiega l’azienda «Tutte le fibre naturali cellulosiche (cotone /lino/viscosa/seta) della nuova collezione estiva sono state tinte con questa nuova tecnica, ma l’Analisi del ciclo di vita è stata effettuata solo sui due articoli principali, per evitare che il lavoro diventasse troppo complesso».
«Filpucci produce quasi esclusivamente i propri filati con materiali certificati e tracciati, una scelta che abbiamo portato avanti in questi anni con una attenta strategia di sostenibilità – commenta Federico Gualtieri, presidente di Filpucci – Abbiamo pensato che fosse giusto anche ripensare i nostri processi, per fare in modo di ridurre l’impatto ambientale della produzione. È una sfida molto ambiziosa, che richiede impegno e investimenti, ma i risultati raggiunti sono importanti”.
La nuova tecnica di tintura delle fibre naturali con ciclo isotermico a 60°C è stata messa a confronto con il ciclo “vecchia maniera” con migrazione a 90 gradi e ha portato una sensibile riduzione dell’impatto ambientale.
Come dimostra l’indagine Lca, con il nuovo processo si ha una riduzione del 64% della CO2 prodotta; del 34 % dell’energia elettrica consumata; del 36% dell’acqua utilizzata. Inoltre c’è una riduzione del 71 % dell’ozono fotochimico prodotto e del 62 % dell’inquinamento del terreno.
Filpucci è un’azienda leader nella produzione filati, che opera dal 1967. Lo stabilimento principale è a Capalle ed è una delle aziende storiche del distretto. È specializzata nella produzione di filati per maglieria e per aguglieria. Proprio questo ultimo comparto negli ultimi due anni è cresciuto moltissimo, facendo registrare una crescita del fatturato dell’azienda molto importante. L’aguglieria è un settore legato alla riscoperta del fai da te che soprattutto durante il periodo del Covid è stato riscoperto come attività creativa da molti appassionati. A caratterizzare la produzione dell’azienda è l’alta qualità dei filati, che sono destinati al mondo del lusso.
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