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Prato

 

Centro per il riciclo dei tessuti: due circuiti su modello svedese

Rebecca Romoli
Il rendering del centro per il riciclo dei tessuti
Il rendering del centro per il riciclo dei tessuti

A Baciacavallo le balle saranno in parte rivendute sul mercato dell’usato  e in parte selezionate con un impianto che riconosce colori e tipologia

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PRATO. Cambia la normativa europea con un’ottica di sostenibilità e viene modificato anche il progetto del centro del riciclo tessile a Baciacavallo. È stato questo l’argomento all’ordine del giorno della seduta della quarta commissione consiliare urbanistica, ambiente e protezione civile del Comune. Gli assessori Benedetta Squitteri e Valerio Barberis hanno fatto la cronistoria del progetto del centro in vista anche dei recenti cambiamenti normativi e l’introduzione del trasferimento di responsabilità ai produttori rispetto a quello che viene prodotto. Alla seduta ha partecipato anche il presidente di Alia Nicola Ciolini.

«All’inizio – ha spiegato l’assessore all’urbanistica e ambiente Barberis – nel dibattito fra addetti ai lavori, l’indirizzo sembrava essere quello di avere un unico centro di riciclo del tessile per stato membro. In sostanza uno per la Germania, uno per la Francia, uno per l’Italia e via dicendo. Con quelle premesse lì, abbiamo proposto un documento con un centro europeo del tessile a Prato».

C’è stata poi una variazione nella normativa: ora i rifiuti tessili vanno nella raccolta differenziata, cambia la loro classificazione ed i rifiuti tessili vengono trattati come la carta o la plastica. Per cui «La vera sfida non sarà quella del centro – ha sottolineato l’assessore Barberis – ma è quella del consorzio. Perché saranno i consorzi che decideranno come questi tessuti buttati via verranno riutilizzati. Cambia tutto e infatti a livello nazionale ci sono quattro consorzi e a Prato ne operano due».

E durante la seduta della quarta commissione è stata presentata in modo puntale «la tecnologia di cui fino ad oggi si era parlato ma senza entrare nel dettaglio», aggiunge Barberis.

Il centro del riciclo dei tessuti che sorgerà a Baciacavallo avrà un superficie di 21. 350 metri quadrati e un capannone di 7. 800 metri quadrati. In più genererà 50 posti di lavoro. Dal punto di vista tecnologico l’impianto avrà due livelli: il primo sarà il circuito del post consumo per un totale di 20 mila tonnellate all’anno. Saranno recuperati e scelti abiti usati dalla raccolta urbana della Toscana. Il secondo circuito, invece, sarà quello del pre-consumo della produzione del distretto con il recupero e la cernita di scarti tessili (non quelli però del pronto moda).

In sostanza al centro arriveranno balle di tessuti di tutti i tipi che saranno sottoposti ad un prima selezione manuale che dividerà il materiale arrivato in due grandi gruppi: quello che può essere rivenduto nel mercato di seconda mano e quello che non può essere rivenduto. La sezione “seconda mano” verrà ancora selezionata da aziende che fanno questo tipo di lavoro, mentre l’altra parte sarà inserita in un impianto che è dotato di “sensori ottici” capaci di riconoscere e differenziare i tessuti per la tipologia tessile e colore come avviene attualmente in impianto in Svezia. La commissione ha deciso di riunirsi nuovamente il 29 aprile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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