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Cascine di Tavola, il Comune apre al privato e punta al finanziamento Pnrr da 2 milioni
Presto un bando per la gestione quinquennale di alcuni spazi tra cui la rimessa delle barche e la Casa del caciaio
PRATO. Le margherite sono sbocciate sul prato, gli alberi si preparano alla fioritura, i lecci fanno ombra al passaggio. Restyling di primavera alle Cascine di Tavola aspettando 2 milioni dal bando Pnrr del ministero dei beni culturali per parchi e giardini storici. Cinque chilometri di vialetti da poco livellati e compattati (niente più dossi e buche), 53 panchine restaurate, fontane ritinteggiate e tutta l’area di sgambatura messa in sicurezza all’esterno. È pronto per la bella stagione il polmone verde della zona sud di Prato, esteso su una superficie di 530mila metri quadrati. Ma il rilancio del parco che attrae un milione e mezzo di frequentatori all’anno (stime del Comune) passa dai fondi del Pnrr, quando e se arriveranno. «Questi finanziamenti andrebbero a riqualificare in maniera importante le Cascine», sottolinea l’assessora alla città curata Cristina Sanzò.
I fondi del Pnrr. L’intervento di 2 milioni di euro per cui si candida il Comune coniuga natura e storia, strizzando l’occhio alla biodiversità per tutelare fauna e vegetazione. Il bando ministeriale si articola su più livelli. Uno è il recupero di piante storiche e pregiate con la previsione di due pozzi per l’irrigazione del parco (ora si attinge dall’acquedotto) così da consentire un risparmio delle risorse ma non solo: uno dei due pozzi è pensato per l’impermeabilizzazione del laghetto vicino al canale della Corsa. Il riallagamento farà bene infatti alle specie protette che potranno rimanere anche d’estate, dato che il laghetto tende a seccarsi. Ma una fetta della torta del Pnrr è destinata al capitolo dell’edilizia, con la sistemazione dell’annesso della casa del Caciaio (dove una volta c’era l’osteria di Slow Food) e la copertura della rimessa delle barche che oggi ospita un bar: inaugurato nella primavera 2014, questo spazio ha diversi problemi di infiltrazioni d’acqua. Sono state le progettiste del Comune Caterina Bruschi e Pamela Bracciotti ad addentrarsi nella futura rigenerazione del parco che purtroppo non vedrà il riallagamento dei canali antichi nemmeno con i fondi del Pnrr. Tre chilometri di canali navigabili in canoa di cui si parla da oltre un decennio, per i quali non basterebbe uno stanziamento di 2 milioni di euro. Un’altra linea di finanziamento riguarda la sicurezza e l’accessibilità, complici alcuni tratti di mura crollati che portano a intrusioni nel cuore della notte. Il Comune punta a sistemare i due accessi principali (da via Traversa del Crocifisso e via della Fattoria), con percorsi per disabili mentre la cartellonistica sarà rinnovata con tanto di Qr Code. Largo anche a percorsi didattici, enogastronomici dando impulso al servizio di bike sharing.
Gestore privato. Per il mantenimento del parco e per renderlo più fruibile arriverà un gestore privato che riceverà in concessione gli spazi dal Comune per almeno cinque anni. Sarà proprio il concessionario a gestire la rimessa delle barche e l’annesso della casa del caciaio con la vendita dei prodotti agricoli coltivati in una parte del podere delle Polline, così da restituire al parco la sua vocazione agricola originaria dai tempi dei Medici. «Il bando prevede un piano di gestione che potrà riguardare ad esempio, la somministrazione di bevande, un intervento che permetterebbe di ricoprire parte dei costi della manutenzione, sottolinea Sanzò.
L’area di sgambatura. Con una spesa di circa 8mila euro il Comune ha risistemato l’area di sgambatura in via Traversa del Crocifisso, proprio all’ingresso delle Cascine. È stata installata una recinzione più resistente, sono state piantumate 14 alberature, installate altre panchine insieme a un fontanello. Entro l’estate si rifaranno il look con queste caratteristiche tutte le 40 aree di sgambatura della città.
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