Il Tirreno

Prato

Un’installazione in piazza ricorda le vittime di mafia. E il 25 un dibattito con Pif

L'allestimento dell'installazione in piazza delle Carceri
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L'allestimento dell'installazione in piazza delle Carceri

L'opera di Gianfranco Meggiato alle Carceri è composta di 1.400 sacchi di juta coi nomi delle persone uccise da Cosa nostra

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PRATO. È iniziato all’alba di ieri, 2 marzo, in piazza Santa Maria delle Carceri il montaggio della grande installazione la “Spirale della vita” di Gianfranco Meggiato, 1.400 sacchi di juta con i nomi delle vittime della mafia e una statua alta 4 metri. L’opera sabato inaugurerà “Novantadue”, la rassegna organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune e da Officina Giovani, in collaborazione con il Centro Pecci, dedicata a una data cruciale della storia italiana, di cui porta il nome. E a raccontare quegli eventi drammatici a 30 anni di distanza, soprattutto per i più giovani e le scuole, saranno dei testimoni speciali, dal 5 al 25 marzo: il fotoreporter della strage di Capaci Tony Gentile, autore della famosa foto che immortala Giovanni Falcone e Paolo Borsellino mentre parlano sorridenti, lo scultore Gianfranco Meggiato, artista internazionale, don Andrea Bigalli di Libera Toscana e per l’evento conclusivo del 25 marzo l’attore e regista Pif e il giornalista Pino Maniaci.

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Sabato alle 11 in piazza Santa Maria delle Carceri sarà inaugurata La Spirale della vita, alla presenza dell’artista, del sindaco Matteo Biffoni e dell’assessore alla Cultura Simone Mangani. L’opera finora è stata installata solo nel centro storico di Palermo nel 2018: è costituita da una cortina di 1.400 sacchi di juta e da una scultura di oltre 4 metri che costituiscono un monumento pubblico interattivo alle vittime innocenti di mafia, di cui ogni sacco porta il nome. Alle 11. 30 a Palazzo Pretorio, lo scultore Meggiato sarà protagonista del talk con la curatrice Daniela Brignone. Alle 10.30 a Officina Giovani si terrà l’anteprima per la stampa della mostra fotografica di Tony Gentile, che sarà inaugurata ed aperta al pubblico domenica alle 17, La guerra – una storia siciliana: in esposizione i più celebri scatti del fotoreporter, dal famoso scatto di Falcone e Borsellino a quelli di una popolare e quotidiana Sicilia segnata dagli orrori della mafia.

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L’esposizione sarà visitabile dalle 17 di domenica a giovedì 24 marzo. Il 7 e l’8 marzo, inoltre, sarà possibile visitare la mostra anche con visite-incontri con il fotografo, contattando Officina Giovani al numero 0574-1836753 o scrivendo a staff@officinagiovani.it. Alle 17 di sabato, in Salone Consiliare, si terrà una conversazione con don Andrea Bigalli, referente regionale di Libera, e con l’onorevole Mauro Vannoni che nel 1992 come parlamentare prese parte alla drammatica elezione di Oscar Luigi Scalfaro alla presidenza della Repubblica. Domenica alle 18 ad Officina Giovani lo spettacolo teatrale “Omertà” di Barabao Teatro. A seguire dibattito con Angelo Corbo, poliziotto della scorta del giudice Falcone sopravvissuto alla strage di Capaci.

Pif e Pino Maniaci incontreranno il consiglio comunale dei ragazzi venerdì 25 marzo alle 10,30: il regista e conduttore televisivo e il giornalista approfondiranno gli eventi del 1992, con riferimento in particolare alle stragi di mafia che hanno ucciso i giudici Falcone e Borsellino, in un incontro che verrà trasmesso anche in diretta streaming sul canale YouTube del Comune di Prato. Pif, pseudonimo di Pierfrancesco Diliberto, ha iniziato la sua carriera come assistente alla regia di Franco Zeffirelli per “Un tè con Mussolini” e con Marco Tullio Giordana per “I cento passi”. Ha lavorato per “Le Iene”, è stato “Il Testimone” per MTV e, nel 2013, debutta alla regina con “La mafia uccide solo d’estate”, seguito da “In guerra per amore”.

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di Redazione web