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Prato

Prostituzione, gli indagati non rispettano il divieto e finiscono in carcere

Prostituzione, gli indagati non rispettano il divieto e finiscono in carcere

A un uomo e una donna cinesi era stato imposto di non dimorare in Toscana, ma lei stava riorganizzando una rete di lucciole in città

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PRATO. Il mese scorso il giudice non aveva usato la mano pesante nei confronti di tre cinesi e un italiano indagati con l'accusa di sfruttamento della prostituzione. Ai quattro era stato applicato il divieto di dimora in Toscana, ma due degli indagati, un uomo e una donna cinesi di 45 e 43 anni, se ne sono infischiati, hanno continuato a vivere in città e anzi la donna, secondo quanto riferiscono i carabinieri, stava tentando di riorganizzare una nuova rete di prostitute cinesi. Per questo il giudice per le indagini preliminari ha firmato due ordinanza di custodia in carcere che sono state eseguite dai carabinieri. L'uomo è stato trovato a Prato, mentre la donna è stata rintracciata a Milano, dove nel frattempo si era trasferita. Ora sono entrambi in carcere, lui alla Dogaia, lei a Sollicciano.

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