Il presidio
Ucraine e pacifisti non si sono capiti «Che errore non averle fatte parlare...»
Il deputato Silli all’attacco dopo la manifestazione di sabato: «Tragedia strumentalizzata per fare propaganda di parte»
PRATO. Come minimo, non si sono capiti. Da una parte i promotori della manifestazione “Prato si mobilita per la pace”, dall’altra un gruppo di donne ucraine che si sono sentite offese dallo svolgimento del presidio, sabato pomeriggio in piazza del Comune, e lo hanno abbandonato. Oggetto del contendere, il divieto di cantare l’inno ucraino e il presunto divieto di replicare all’intervento della rappresentante della Rete degli studenti medi che aveva parlato di una «deriva nazionalista» da parte di Kiev. Insomma, da una parte il patriottismo delle badanti ucraine che lavorano a Prato, dall’altra il tentativo di parteggiare per la pace e non per una delle due parti in guerra.
«Che vergogna. Mi viene da vomitare, povere donne – commenta il deputato di Coraggio Italia Giorgio Silli – Una guerra strumentalizzata per fare propaganda di parte da parte di qualche guappo di partito. Sono davvero dispiaciuto. Non avrei mai pensato che parte della sinistra, pur di dare contro alla Nato e agli Usa potesse spalleggiare i nazisti alla Putin».
«Come ucraina, con una mamma attualmente sotto le bombe russe, mi sono sentite presa in giro ieri in piazza del Comune – scrive su Facebook Olga Chystova – Hanno sfruttato la tragedia dell'Ucraina, in un momento così delicato, per fare un vero e proprio comizio politico che poco aveva a che fare con questa emergenza. Gli ucraini presenti infatti se ne sono andati non appena hanno capito che non si trattava di una manifestazione per l'Ucraina. Vergognatevi».
Critiche anche da Prato Riparte (la sigla che raccoglie Azione, Buona Destra, Energie per l’Italia, Italia Viva, Partito Liberale italiano, Radicali e +Europa): «Non possiamo condividere una iniziativa che anziché lanciare un messaggio di netta condanna per l’aggressione militare della Russia all’Ucraina abbia permesso interventi che hanno divagato sulla storia del Paese dell’Est e sulla Nato. L’Anpi, il Comitato 25 aprile e Libera hanno commesso un grosso errore di valutazione. Siamo convinti che anche diversi dei partiti e delle associazioni che hanno aderito alla manifestazione “Prato si mobilita per la pace” non lo avrebbero fatto se avessero saputo come gli organizzatori avevano deciso in via autonoma di far svolgere l’evento e, soprattutto, di determinare chi avrebbe potuto e chi non avrebbe potuto parlare». Ieri è arrivata anche una presa di distanza dall’Anpi che ha espresso «il proprio rammarico rispetto a come sono stati gestiti dagli organizzatori gli interventi al presidio per la pace. È grave togliere il diritto di replica a chi in questo momento ha più bisogno di vicinanza e solidarietà».
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