In cinquecento manifestano per la pace, ma non mancano i momenti di tensione
Tante donne ucraine con i cartelli e le bandiere per protestare contro l’aggressione della Russia e chiedere aiuto
PRATO. Sono soprattutto donne con lo sguardo triste e fiero a tenere gli striscioni e i cartelli. Contro Putin e per la pace. Contro la guerra che non può avere nessun vincitore. Sono le donne ucraine che da anni vivono e lavorano a Prato. Sono loro le prime ad arrivare in piazza del Comune per la manifestazione “Prato si mobilita per la pace” e sottoscritta da molte associazioni e molti partiti. C’è chi non riesce a trattenere le lacrime quando viene invitata a parlare del proprio paese e di quello che sta succedendo ai propri cari in questo momento, con i carri armati e i missili dei russi che arrivano ovunque e non risparmiano nessuno.
E’ un pomeriggio di sole ma freddo per il vento che porta giù le temperature della neve caduta nella notte sulle montagne della Valdibisenzio. Bandiere della pace e dell’Ucraina sventolano in piazza. Poi arriva anche la bandiera della pace di Assisi che viene posta ai piedi della statua del Datini. E man mano che i relatori si alternano la piazza si riempie sempre di più. Alla fine saranno almeno cinquecento i partecipanti a questa iniziativa dal valore puramente simbolico ma che lancia un messaggio chiaro, insieme a tutte le altre piazza italiane e del resto del mondo occidentale che questa guerra con l’invasione della Russia in Ucraina proprio non riesce ad accettare e giustificare.
Tanti i relatori che si sono alternati e tante anche le sensibilità verso la geopolitica internazionale. Così non sono mancate anche delle frizioni fra i partecipanti. E sono state proprio alcune donne ucraine a non aver gradito gli interventi che hanno spostato l’attenzione dal momento attuale dell’aggressione della Russia al tipo di politica che il nuovo presidente Volodymyr Zelens'kyj sta portando avanti. Interventi che, visto il rifiuto degli organizzatori a permettere delle repliche, ha spinto alcune delle manifestanti ad abbandonare la piazza in segno di protesta. Non si è trattato di un buon segnale per una manifestazione che avrebbe dovuto parlare solo e soltanto di pace e di solidarietà al popolo ucraino e che ha finito per coinvolgere troppi relatori e troppi punti di vista. Così c’è chi ha parlato in modo negativo della Nato e chi in maniera negativa della Russia e di Putin. Chi ha parlato dei morti e delle sofferenze che si stanno verificando in Ucraina e chi ha parlato degli effetti negativi sull’economia che una guerra sempre comporta. Cinquecento persone in piazza per chiedere la pace. Ma forse qualcuno ha posto dei distinguo che non hanno permesso di avere una piazza compatta al termine della affollata manifestazione.
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