Il Tirreno

Prato

l’emergenza coronavirus 

Vasarri: «In forte aumento i contagi tra i più piccoli»

Maria Lardara

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prato. Il più piccolo è stato dimesso ieri: a 27 giorni era stato ospedalizzato per il Covid. Un tredicenne è ricoverato per un mix fra mononucleosi e coronavirus. Viaggia veloce il contagio da Covid, spinto dalla variante Omicron, che aveva risparmiato i più piccoli nelle altre ondate. «Dieci giorni fa abbiamo dovuto ricoverare dieci positivi: praticamente quasi tutto un reparto pieno», racconta il direttore di pediatria e neonatologia Pier Luigi Vasarri. E i posti per la degenza pediatrica sono 14, limitati dunque: quattro erano occupati ieri mattina da bambini con il Covid di varie fasce d’età (anche lattanti) ma i numeri sono in costante aumento. Per fortuna il quadro non è mai grave ma il netto balzo in avanti dei ricoveri dei più piccoli, registratosi nelle ultime tre settimane, sta creando un altro problema di pressione sul Santo Stefano (al momento gestibile). È per questo che la vaccinazione viene raccomandata alle fasce 5-11 anche per prevenire situazioni comunque spiacevoli per i bambini. «Grazie alla direzione ospedaliera abbiamo la fortuna di poter disporre di stanze a pressione negativa che consentono di isolare i positivi», sottolinea Vasarri. Trend in aumento non solo sotto il profilo dei ricoveri. È positivo quasi un paziente su tre che passa quotidianamente dal pronto soccorso pediatrico, dopo aver fatto il tampone di routine che consente di accedere alle prime cure dei sanitari: mediamente, si parla di una decina di contagiati su un totale di 35 accessi al giorno. «Una volta i piccoli positivi che arrivavano da noi erano un’eccezione. Oggi si presentano al pronto soccorso per eventi traumatici, altri con un quadro di febbre – prosegue Vasarri - Talvolta si scoprono cluster familiari». Molti vengono rimandati a casa e solo una piccola percentuale viene ricoverata. Ma è chiaro che l’impatto sulla struttura ospedaliera diventa proporzionale alla curva dei contagi. «Più bambini si contagiano, più alta è la probabilità di ricovero. Una delle conseguenze è il rinvio di diversi interventi programmati, come quelli per ernia inguinale e tonsillectomia». I 14 posti letto rischiano di non bastare per tutti e la convenzione con il Meyer per gli interventi di urologia pediatrica è sospesa da un anno e mezzo. Tutto questo richiama ancora una volta l’importanza del vaccino. «È vero che i bambini sviluppano pochi sintomi ma possono fare da vettore nel contesto sociale in cui vivono. Certi timori dei genitori sulla vaccinazione nella fascia 5-11 sono ingiustificati perché il profilo di sicurezza dei vaccini è ormai pari a quello dei vaccini obbligatori somministrati normalmente».

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