Italia
Morta a 12 anni dopo il malore in classe: i fiori, il dolore dei compagni e l'aiuto della psicologa
Prato, le scuole medie Malaparte sono in lutto
PRATO. Un mazzo di orchidee è arrivato da due studentesse del vicinissimo liceo Cicognini. Una rosa bianca è stata posata da un alunno di prima media e poi ancora fiori bianchi, stavolta lasciati ai custodi da un cittadino di passaggio che voleva restare anonimo. Sul banco dove in penultima fila sedeva Yu Peilei, la studentessa morta lunedì sera all’ospedale pediatrico Meyer dopo un malore che l’aveva colpita venerdì poco prima della lezione di educazione fisica, sono sparsi tanti bigliettini, fiorellini di carta intrecciati come origami che raccontano le passioni della quattordicenne accasciatasi a terra sotto gli occhi dei compagni: la natura, i fiori, il disegno. Sì perché Peilei, per tutti gli amici Michela, si sarebbe iscritta al liceo artistico, se non fosse arrivato quello che con tutta probabilità è stato un aneurisma a causarle un’emorragia cerebrale.
Le scuole medie Malaparte sono in lutto. Un lutto profondo, una ferita che la classe di Michela rischia di tenersi dentro per tanto tempo. Un trauma forte per dei bambini di 13 anni, che hanno visto entrare la morte nella loro scuola, a portarsi via la compagna nell’ora di sport. Quando la ragazzina si è sentita male, aveva chiesto aiuto lamentando un dolore lancinante alla testa. Una scena che mai dimenticherà il professore di educazione fisica che aveva eseguito le prime manovre di massaggio cardiaco fino all’intervento tempestivo del 118. Incredula ancora la preside Paola Toccafondi, che guida il comprensivo Malaparte da 15 anni: quando lunedì sera è stata chiamata da una parente della famiglia Yu per avvertirla che i medici stavano staccando il respiratore, si è sentita tremare le gambe.
Restano a scuola gli occhiali e lo zaino di Michela, gli oggetti della bambina che la famiglia passerà a ritirare. Alle 14.15 la campanella dell’uscita alle Malaparte era già suonata. L’atmosfera di festa natalizia che si respira all’ingresso si fermava subito sulla soglia dell’aula dove studiava Michela. E dove sembrava tutto a soqquadro, con fogli strappati, appallottolati e lanciati per terra. «Abbiamo avuto l’intervento della psicologa che durerà per tutto il mese di gennaio – racconta Toccafondi – I bambini erano consapevoli e preparati perché, quando è arrivata la notizia della morte dell’alunna, ho subito inviato una comunicazione ai genitori. La prima reazione è stata forte, anche di pianto». Poi piano piano sono state messe in pratica le prime strategie di elaborazione del lutto, compresa quella di dare voce al proprio vissuto di ansie e paura tramite il racconto e il disegno. Come quello firmato da Alessandro, che con un tratto vigoroso di matita ha riprodotto una bara con un fiore al centro. I professori ricordano Michela come una bambina generosa, gentile, disponibile e sempre pronta a dare una mano agli altri. «Era ben inserita nel contesto della classe – prosegue la preside – ed eccelleva in materie come l’arte e il disegno». Il ricordo di Michela resterà nei disegni che conserva la professoressa Virginia Zanetti. «Aveva una mano particolare, i suoi lavori avevano un senso estetico spiccato. Se c’era bisogno di prestare materiali ai compagni come matite e acquerelli, Michela non si tirava mai indietro». L’istituto Malaparte è in contatto con la famiglia alla quale è pronta a dare un supporto se mai ce ne fosse bisogno.
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