Luana, si va verso il giudizio abbreviato per due dei tre imputati
prato. Si va verso un processo con rito abbreviato, subordinato alla redazione di un’altra perizia tecnica. All’indomani della decisione della Procura, che ha chiesto il rinvio a giudizio di Luana Coppini, del marito Daniele Faggi e del tecnico manutentore Mario Cusimano per la morte della giovane operaia Luana D’Orazio, lo scorso 3 maggio all’interno dell’Orditura Luana di via Garigliano a Montemurlo, sembra essere questo lo sbocco naturale del procedimento penale, almeno per quanto riguarda Coppini e Faggi, rispettivamente titolare e titolare di fatto, secondo la Procura, dell’azienda di Montemurlo.
Fuori dai tecnicismi giuridici, si tratta di un processo nel quale gli imputati accettano di essere giudicati sulla base degli atti d’indagine (dunque senza un dibattimento nel quale vengono ascoltati i testimoni) in cambio di uno sconto di un terzo sull’eventuale condanna. Un incentivo molto forte, questo, soprattutto nei casi, come quello in questione, dove si prevede che il processo si giocherà soprattutto sui risultati della perizia tecnica affidata all’ingegnere Carlo Gini, che attribuisce ai tre imputati la responsabilità della morte dell’operaia (omicidio colposo e rimozione dolosa delle cautele anti-infortunistiche le accuse). Gli avvocati difensori di Coppini e Faggi – Alberto Rocca e Barbara Mercuri – contestano i risultati della perizia e sostengono che l’incidente mortale si sia verificato quando il macchinario girava a velocità relativamente bassa e la saracinesca di protezione poteva stare alzata. Per questo hanno chiesto un incidente probatorio, che il gip non ha concesso. A questo punto la strada del processo con rito abbreviato sembra la più probabile e le difese ammettono che ci stanno pensando seriamente. Il tempo non stringe, perché si prevede che l’udienza preliminare venga fissata tra qualche mese. Dunque la decisione verrà presa nelle prossime settimane.
Chi invece non sembra intenzionato a chiedere riti alternativi è il terzo imputato, il manutentore Mario Cusimano difeso da Melissa Stefanacci, la cui posizione è apparsa fin dall’inizio un po’ più defilata e che potrebbe avere interesse a scegliere il rito ordinario. A condizione che il gup decida per il rinvio a giudizio.
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