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L’Asl replica ai ritardi «Esame istologico nei tempi previsti»
PRATO. «Dal riesame di tutta la documentazione relativa al caso segnalato, effettuato con tutti gli operatori coinvolti, risulta che la paziente è stata sottoposta ad intervento chirurgico in data 22 ottobre con esame istologico eseguito su biopsia preoperatoria che dimostrava fattori biologici favorevoli. Il chirurgo che ha eseguito l’intervento ha riferito di aver rassicurato più' volte la paziente sulla "tranquillità" del suo caso clinico». Inizia così la spiegazione che dà l’Asl circa il caso portato alla luce dal Tirreno di una paziente oncologica che lamentava di non aver ancora ricevuto l’esame istologico dopo 40 giorni dall’intervento.
«L'esame istologico definitivo è stato firmato il 19 novembre ed il caso è stato discusso il 24 novembre nel Gruppo multidisciplinare oncologico (Gom) postoperatorio che si riunisce settimanalmente ed al quale partecipano gli specialisti coinvolti nelle fasi diagnostiche e terapeutiche del percorso oncologico».
«In tale occasione – continua la nota dell’Asl – è stata posta indicazione a terapia ormonale e radioterapia complementare. Il contatto con la paziente per comunicare la data della prima visita in oncologia è avvenuto, come da prassi abituale, dopo la discussione del caso in Gom. La data della prima visita e' stata fissata tenendo conto della situazione clinica e della tempistica del trattamento postoperatorio, con ormonoterapia che verrà iniziata entro i 2 mesi dalla chirurgia. Anche per quanto riguarda l'invio per il trattamento radioterapico siamo ampiamente entro i tempi previsti dalle linee guida. In sintesi l'esame istologico definitivo è stato firmato dopo 4 settimane dall'intervento chirurgico. Da percorso codificato e nel rispetto della delibera regionale, ogni caso con il relativo referto deve essere discusso in ambito multidisciplinare Gom per definire la strategia terapeutica. In questa occasione viene programmata la prima visita per la consegna della diagnosi e la proposta terapeutica».
«Pur se in linea con le tempistiche previste per la definizione ed inizio del piano terapeutico – conclude la nota – siamo dispiaciuti e solidali con la paziente e la famiglia, per il disagio emotivo che l'attesa di un referto può causare... Tutta la nostra équipe è sempre a disposizione dei pazienti, la cui salute fisica e psicologica è l’obiettivo costante del nostro lavoro quotidiano».
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