Il presidio
L’infermiere a casa, così l’assistenza va sul territorio
Crescita esponenziale del servizio lanciato nel 2019 dall’Asl che ora viene esteso dai comuni medicei a tutta la provincia
prato. Nel 2019 i pazienti assistiti sono stati 11.892, mentre nel solo primo semestre del 2021 sono già 12.493. Sono le cifre di una crescita esponenziale, quella dei servizi erogati dagli “infermieri di famiglia e comunità”, un nuovo modo di intendere l’assistenza sanitaria, che si sposta dall’ospedale verso il territorio, anche per sopperire la cronica carenza di posti letto al Santo Stefano.
Sono settanta gli infermieri di famiglia e comunità a disposizione della popolazione della provincia di Prato. Si tratta di nuovi professionisti della salute per le cure territoriali che lavorano con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita della persona nel suo contesto familiare.
Questo nuovo modello infermieristico è stato attivato nel 2019 nei presidi territoriali di Carmignano e Poggio a Caiano. I risultati positivi raggiunti, nonostante la pandemia, hanno spinto la struttura di assistenza infermieristica di Prato, diretta dalla dottoressa Daniela Ammazzini, verso l’estensione del modello a tutto il territorio della provincia, riconoscendo l’infermiere di famiglia una figura fondamentale all’interno della rete socio-sanitaria territoriale a supporto dei molteplici bisogni assistenziali che conseguono a situazioni di cronicità e disabilità.
Ai nuclei familiari è garantita un’offerta assistenziale 12 ore al giorno su 365 giorni. L’infermiere di famiglia ha un ruolo fondamentale nella gestione del percorso dei propri assistiti e delle loro famiglie per il mantenimento e lo sviluppo dello stato di salute e costituisce un valore aggiunto nella relazione con la rete dei professionisti: medici di medicina generale, infermiere di percorso per le dimissioni ospedaliere, infermiere della Salute mentale.
Chi è l’infermiere di famiglia e comunità? È un professionista che rappresenta il “connettore” nella rete dei servizi socio-sanitari ed assicura, rispetto ai bisogni rilevati, la continuità e l’adesione alle cure, la sorveglianza domiciliare e la presa in carico della persona e della famiglia. Per fare qualche esempio: è l’infermiere di famiglia che segnala all’assistente sociale la necessità di valutare un bisogno del proprio assistito o a richiedere una consulenza infermieristica da effettuare a domicilio in modo da assicurare una risposta assistenziale di “prossimità”.
L’infermiere di famiglia conosce le reti formali ed informali del territorio assegnato ed è in grado di mobilitare risorse all’interno della comunità ed informare l’assistito sul loro utilizzo a vantaggio del mantenimento dello stato di salute. Nel caso di una persona anziana o disabile può essere molto importante la frequenza di centri di aggregazione sociale o l’utilizzo di servizi di supporto presenti a livello comunale o offerti dalle associazioni di volontariato.
La presa in carico della persona e della famiglia, infatti, è “proattiva” ed ha l’obiettivo di prevenire le malattie ed evitarne le complicazioni attraverso la promozione di corretti stili di vita e l’educazione all’autocura.
Il territorio di ogni comune dell’area pratese è stato suddiviso in “cellule” per delineare le aree di competenza di ogni infermiere di comunità e consentire il rispetto di principi fondamentali del modello assistenziale: prossimità, continuità, conoscenza e relazione di fiducia.
Ogni assistito e la propria famiglia hanno un infermiere di riferimento che li segue con continuità nel tempo. Ciò permette di rafforzare il rapporto di reciproca fiducia, elemento essenziale per l’attuazione e il proseguimento del percorso di cura personalizzato. Ogni infermiere di comunità è riferimento per gli assistiti che risiedono nella zona territoriale assegnata con un rapporto di un infermiere ogni 3.500/4.000 abitanti.
A Prato i risultati del progetto dell’infermiere di famiglia sono molto positivi. Nel 2020 ed in particolare nel primo semestre del 2021 si è registrato un notevole incremento del numero di assistiti, accessi e prestazioni domiciliari: 2019 – assistiti 11.892, accessi 94.107, prestazioni 141.054. 2020 – assistiti 13.605, accessi 106.881, prestazioni 175.699. Primo semestre 2021 – assistiti 12.493, accessi 64.335, prestazioni 144.714.
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