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Parco urbano nel 2023 E costerà un po’ di più
Non c’è ancora il progetto esecutivo e aumentano i prezzi delle materie prime. Barberis: «I lavori dureranno un anno»
Sulle date l’assessore Valerio Barberis, delega all’urbanistica, non si sbilancia più. Di una cosa però è certo: «Per realizzare il parco ci vuole un anno». Se tutto andrà bene, succederà alla fine del 2023.
Il dado è tratto e non si può fare più marcia indietro: ormai il Misericordia e Dolce è solo un ricordo. Ma l’Asl non ha ancora consegnato al Comune l’area di tre ettari ricavata dalle ceneri dell’ex ospedale, destinata a diventare un grande parco urbano facendo guadagnare un polmone verde al centro storico. Un ritardo che non preoccupa però Barberis. Anche perché il ritardo vero si è consumato durante i due anni di stop a suon di ricorsi giudiziari per l’aggiudicazione della gara per la demolizione del vecchio ospedale. Ma soprattutto, in questo periodo il Comune ha dovuto rivedere la progettazione esecutiva del parco urbano alla luce dei rincari di materiali come l’acciaio e il legno.
Un problema globale, quello degli aumenti delle materie prime, con il rischio di far lievitare i costi del progetto esecutivo che dovrà essere validato da un professionista esterno. «Aumenti nell’ordine del 300 per cento in più – fa presente l’assessore – Per approvare la variazione del progetto esecutivo basterà una determina dirigenziale ma, in questo momento di revisione dei costi, la questione della consegna dell’area è ininfluente».
Basteranno 5 milioni di euro che è la cifra messa a bilancio dal Comune per il progetto del parco? Altri nodi tecnici stanno venendo al pettine in questo periodo, come quello del riempimento della buca che spetterà al Comune coprire mentre l’Asl è impegnata a fare i rilievi dello scavo. A tutto ciò si aggiunge il problema del rinvenimento del serpentino (marmo verde) contenente amianto in certi punti dell’area, come viene confermato dall’Asl.
«Si stanno studiando tutti gli interventi che ci consentano di armonizzare l’opera all’ipotesi progettuale originale di Desvigne», osserva Barberis. Fra questi il muro in cemento armato vicino al Convitto Cicognini. Non è banale nemmeno come coprire la grande buca, tramontata l’ipotesi iniziale di utilizzare i detriti derivanti dalla demolizione dell’ex ospedale su cui è stato posto il veto di Arpat. «La peculiarità dell’operazione sta nell’avere due cantieri separati, uno per la demolizione e uno per la pavimentazione del parco», prosegue Barberis. Per evitare conflitti di responsabilità, penserà dunque il Comune a coprire la buca attingendo 400mila euro nel capitolo triennale delle opere pubbliche.
Una volta che tutta l’area dell’ex ospedale sarà libera, il Comune l’acquisterà dall’Asl a 12 milioni di euro. Non è un mistero che il sindaco Biffoni punti a chiudere in bellezza il suo secondo mandato nel 2024 vedendo finalmente realizzato il parco urbano dentro le mura. Come conferma Barberis, «è quello l’obiettivo».
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