Il Tirreno

Prato

Il no di Montanari: "Il Pecci caccia la direttrice e io non vengo a Prato"

di Riccardo Tempestini
Tomaso Montanari
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Tomaso Montanari

Lo storico dell'arte avrebbe dovuto presentare il suo libro al museo il 18 novembre, ma ha annullato l'appuntamento dopo il licenziamento di Cristiana Perrella

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PRATO. «Il prossimo 18 novembre avrei dovuto presentare il mio ultimo libro al Centro Pecci di Prato: ma non lo farò, per protesta». È l’incipit dell’articolo “Donne da bandire, lavoratori schiavi: l’Italia dei Gattopardi”, scritto dallo storico dell’arte Tomaso Montanari sul Fatto Quotidiano. In effetti fino a ieri sul sito web del Centro Pecci era annunciata per giovedì 18 novembre alle 18 la presentazione del libro “Chiese chiuse” per Edizioni Einaudi 2021, da parte dello stesso autore Tomaso Montanari, accademico e saggista italiano, rettore dell’Università per Stranieri di Siena, ma anche molto note per la sua presenza sugli schermi televisivi.

Sul quotidiano diretto da Marco Travaglio, così continua Montanari: «Poche settimane fa, infatti, il cda del museo (presieduto dal banchiere Lorenzo Bini Smaghi) ha licenziato in tronco l’ottima direttrice Cristiana Perrella, accusandola di non saper “trovare le risorse economiche per realizzare programmi ambiziosi all’altezza del Pecci”. Tralasciamo il dettaglio per cui in una fondazione culturale è semmai il cda, e in particolare il suo presidente, a dover trovare i fondi, e concentriamoci sull’invasione del campo tecnico e culturale da parte di un economista. Il quale voleva “programmi ambiziosi”, e cioè grandi mostre scollegate dal territorio – e, chissà, magari invece collegate alle grandi gallerie che dominano il mercato dell’arte, e i cui facoltosi (quanto mediamente ignoranti) clienti popolano guarda caso i cda delle fondazione culturale. È, questa, una storia esemplare: un’altra donna in posizione apicale in una istituzione culturale viene brutalmente cacciata da una piramide maschile composto da soli uomini, tranne una rappresentante della famiglia del fondatore che ne fa parte in forza di una erogazione liberale». Montanari è tra gli 80 intellettuali che hanno firmato una lettera di sostegno a Perrella.

 

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