Traffico a Prato, la ricetta dell’assessore: "Chi può lasci la macchina a casa"
Flora Leoni: "Il Comune promuove il progetto Pedibus, stiamo aspettando i finanziamenti"
PRATO. Com’è il meteo oggi? Tutte le mattine il cittadino/a pratese deve porsi questa domanda, non per andare al mare o per fare trekking, ma per decidere se prendere l’auto, la bici o andare piedi. Il fattore meteorologico, sopratutto freddo o pioggia, influisce sull’uscita di casa per andare al lavoro o per portare i figli a scuola o per un semplice shopping. E allora ecco i consigli di un’esperta in “circolazione” urbana, come l’assessore alla mobilità Flora Leoni.
Una maggior sicurezza sulle strade e un minor inquinamento, realizzato con il restringimento della carreggiata per abbassare velocità e allungare le ciclabili, ha comportato anche benefici economici?
«I finanziamenti per la realizzazione degli interventi dal Piano del Urbano della Mobilità Sostenibile sono abbastanza ingenti ed ammontano a diversi milioni di euro erogati tramite il Ministero dell’Ambiente. Alla base delle scelte vi è l’esigenza di rendere sostenibili le nostre città avendo come obiettivi la riduzione dell’incidentalità e dell’inquinamento dell’aria. Prato è una delle poche province che ha raggiunto l’obiettivo europeo di dimezzare i decessi per sinistro stradale, anche se avvenuto nell’anno 2020 caratterizzato dalla pandemia, è comunque significativo perché l’effetto Covid 19 ha operato anche sulle province meno virtuose».
Il suo oramai famoso consiglio “chi può non usi l’auto privata” implica anche un suggerimento pratico di come per esempio portare i figli dalla Castellina a San Niccolò o al Cicognini senza bloccare il centro stotico?
«Dai sondaggi eseguiti in città è emerso che la stragrande maggioranza degli spostamenti sistematici, casa-lavoro e casa-scuola ad esempio, avvengono entro una distanza massima di cinque chilometri che – chi può – facilmente potrà colmare scegliendo la mobilità sostenibile con vantaggio per la propria salute ed anche economico. Per le scuole primarie, il cui bacino di utenza abita nelle vicinanze, il nostro Comune promuove il Progetto Pedibus sia per alleggerire il traffico che per educare alla mobilità attiva. Si tratta di una buona abitudine che permette di arrivare a scuola stando insieme e divertendosi evitando di imbottigliarsi nel traffico congestionato nell’orario di ingresso ed uscita delle scuole. Su Pedibus stiamo investendo nella ristrutturazione degli assi viari per garantire spazi adeguati, alberati e piacevoli. Siamo formando i Mobility Manager delle imprese e delle scuole per favorire l’elaborazione di Piani Spostamento casa-lavoro e casa-scuola puntando alla razionalizzazione della mobilità. Il Comune per i suoi dipendenti, come pure altri enti pubblici lo hanno già approvato e si attendono finanziamenti per attuarlo con incentivi a favore della mobilità sostenibile».
Traffico rallentato troppo spesso sugli assi portanti della zona est, Repubblica, Zarini, Ferrucci, ma tra poco probabilmente anche nel Macrolotto zero, quasi sempre a causa dei lavori in corso e con piste ciclabili poco sfruttate. Avete un suggerimento o un progetto di largo respiro?
«Il traffico è rallentato spesso anche perché sono congestionate le grandi direttrici di attraversamento: un sinistro nel tratto autostradale di pertinenza con conseguenti deviazioni genera inevitabilmente ingorgo di tutta la circolazione circostante. Tutte le strade rammentate sono inserite nel centro urbano, dove la velocità massima è di 50 chilometri all’ora. Il fatto che su alcune di queste strade vi siano scuole di ogni ordine e grado, oltre a abitazioni e negozi, individua queste aree come “zone scolastiche” che per disposizione governativa devono essere protette anche riducendo la velocità o addirittura essere pedonalizzare in determinate fasce orarie, ma la segnaletica non è sufficiente ed occorre così intervenire con opere infrastrutturali per indurla meccanicamente e mettere in sicurezza gli attraversamenti pedonali. A fronte di chi si lamenta per il traffico lento vi sono altrettanti cittadini che chiedono interventi per la riduzione della velocità nelle strade».
Tutte le grandi e medio città puntano a pedonalizzare i centri storici, a Prato solo l’ipotesi suscita le protesta dei commercianti ma anche di alcuni residenti. Come fare? E per la velocitò massima a 30 km in citta?
«Anche a Prato lo spazio pubblico è condiviso e deve essere utilizzato nel rispetto di tutti gli utenti compresi quelli più deboli. A Prato è già il secondo anno che nel periodo estivo viene sperimentata la pedonalizzazione e, salvo alcune criticità sulle quali si può migliorare e ci stiamo impegnando a farlo, non ha creato soverchi problemi. Tutta l’area dentro la cerchia muraria è già zona 30 e nella zona pedonale addirittura i veicoli autorizzati hanno l’obbligo di muoversi a passo d’uomo ovvero a 10 chilometri orari».
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