Il presidio
L’esercito dei volontari Quattro su dieci hanno più di 65 anni
Una ricerca dell’Università di Pisa misura lo stato di salute delle associazioni pratesi, che resistono ma chiedono aiuti
prato. Resiste ma chiede aiuto. Durante la pandemia si è messo al servizio della comunità, si è inventato nuovi servizi ma ora è alla ricerca di nuove forze e nuove collaborazioni, col pubblico e col privato. Per guardare alle sfide del futuro con più certezze. È la fotografia del settore del volontariato pratese che emerge dalla rilevazione promossa da Cesvot e pubblicata nel Quaderno “Le organizzazioni di volontariato. Identità, bisogni e caratteristiche strutturali in Toscana” a cura di Irene Psaroudakis e Andrea Salvini dell’Università di Pisa.
Le organizzazioni della provincia di Prato che hanno risposto al questionario, possono contare su 4.945 volontari, di cui il 49,9% uomini e il 50,1% donne. Solo lo 0,6 % di questi volontari appartiene alla classe di età dei minori di 18 anni, l’8,2% alla classe di età 19-29, il 22,9% alla classe di età 30-54, il 27,7% alla classe di età 55-64 e, infine, ben il 40,6% appartiene alla classe dei volontari con età pari o superiore a 65 anni. Segno di “un’adultizzazione” sempre più marcata del settore, che richiede un cambio di marcia: quasi per il 40% delle associazioni il tema del reperimento di risorse economiche è fondamentale mentre per due associazioni su tre il trend dei volontari è che stanno rimanendo uguali o addirittura calando.
Rispetto agli ultimi 5 anni, il 32,9% delle Odv di Prato dichiara che il numero di volontari è aumentato, il 39% segnala che tale disponibilità è diminuita, mentre per il 28,1% il numero di volontari è rimasto il medesimo. Per migliorare la propria presenza sul territorio, il 43,6% delle Odv pratesi dichiara che sarebbe necessario incrementare la collaborazione con gli enti pubblici nello spirito della coprogettazione; il 21,8% indica l’importanza di aumentare il numero dei volontari mediante attività mirate di “reclutamento”. Il 9% rileva la necessità di incrementare la collaborazione con altri enti del terzo settore .
Il settore comunque denota resilienza pur in una fase difficile. Il 52,5% delle associazioni pratesi ha organizzato attività in risposta all’emergenza sanitaria; tra queste, il 34,15% ha realizzato attività nuove rispetto a quelle normalmente svolte, e il 31,7% ha continuato a erogare servizi già presenti. Il 34,15%, infine, ha introdotto interventi nuovi, pur continuando a svolgere anche le attività consuete.
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