Il presidio
Il lanificio Ricceri veste la star Rihanna
Realizzato a Prato il tessuto del cappotto verde pisello indossato dalla cantante americana mercoledì a New York
prato. Lo ha sfoggiato mercoledì sera per la cena al ristorante italiano Carbone a New York. Cibo italiano, come il tessuto del suo cappotto. Anzi, pratese per l’esattezza. Quel bel cappotto lungo di color verde pisello indossato da una cantante di successo come Rihanna, la pop star più ricca del mondo secondo la rivista Forbes, è nato a Prato. È fatto di pura lana pregiata dalla mano finissima ed esce dallo stabilimento dello storico lanificio Luigi Ricceri, l’unica azienda tessile a ciclo completo nel distretto. Il capo porta la firma di Marina Moscone, giovane marchio americano di fascia alta con cui i Ricceri collaborano da tempo. Fascia alta è quasi un eufemismo nel caso del guardaroba di Rihanna visto che, nella vetrina virtuale di Marina Moscone, quel cappotto costa la bellezza di 2.990 dollari. Quando Francesco Ricceri, che rappresenta la terza generazione al timone del lanificio di via Bologna, ha visto su Instagram il cappotto indossato dalla star non ha avuto dubbi. Pochi minuti prima aveva ricevuto un messaggio dal cliente americano. «La lana era proprio la nostra, trattata con un finissaggio molto particolare – racconta Ricceri – Faceva parte dell’ultima collezione per l’inverno 2021, quella che abbiamo campionato l’anno scorso. Non è la prima volta che al nostro nome si legano gli abiti di personaggi famosi: per l’azienda si tratta sicuramente di un’occasione di visibilità in accordo con i brand con cui collaboriamo».
Nel 2017 toccò a Kate Middleton, la duchessa di Cambridge: anche in quel caso il tessuto con cui era confezionato il cappotto fu prodotto da Ricceri. Se può sembrare troppo acceso il verde con cui si è vestita Rihanna per la serata al ristorante italiano, niente paura: anche le tendenze per la prossima stagione primaverile sono orientata verso le tinte “forti”.
Il lanificio Ricceri aveva messo in produzione 500 metri di quella lana con cui è cucito il soprabito della cantante. In questo periodo gli affari vanno bene e c’è tanto lavoro per gli oltre 100 dipendenti dell’azienda fondata nel lontano 1925. «Si assiste a un risveglio di campionature per l’inverno 2022: un bel segnale di fiducia», ammette Francesco. Per i grandi marchi conta molto il servizio e il fatto che Ricceri abbia tutto il ciclo tessile interno (dalla filatura alla tintoria passando per la tessitura e l’orditura), in una fase delicata per la carenza di materie prime, può rappresentare agli occhi dei clienti un valore aggiunto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
