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Prato

le reazioni 

Fuoco incrociato delle opposizioni «Deve dimettersi»

R.T.
Fuoco incrociato delle opposizioni «Deve dimettersi»

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prato. «Bini smaghi si dimetta, la sua presidenza non porta nessun beneficio al Pecci». Così i due consiglieri comunali della Lega Marco Curcio e Daniele Spada, che in commissione controllo e garanzia hanno chiesto che venga ascoltata anche l’ex direttrice Cristiana Perrella. Spada ha espresso dubbi sull’operato del Cda del museo e si è chiesto se si è tenuto conto del periodo di pandemia. Per Silvia La Vita dei 5 Stelle bisogna pensare ad un piano B in caso di ennesimo flop del museo, mentre Claudiu Stanasel del centrodestra ha chiesto al Cda del museo «meno email e più documentazione cartacea», così come Lorenzo Tinagli del Pd vuole meno accordi confidenziali. Il capogruppo del Pd Marco Sapia perplesso sul prolungamento se si poteva chiudere alla scadenza, oltre a chiedere se la Regione è stata informata. Seria preoccupazione per alcuni giudizi ritenuti troppo personali su Cristiana Perrella espressi da Bini Smaghi durante l’audizione, è stata ribadita per ben due volte dalla consigliera Marilena Garnier, a cui si è unito il capogruppo del Pd Marco Sapia, ritenendo che sarebbe stata opportuna una seduta a porte chiuse, che però non è stata richiesta dall’invitato come prevede il regolamento. Garnier ha anche chiesto chi pagherà gli eventuali danni nella probabile vertenza legale. Ha chiuso il consigliere Curcio, insistendo sulla mancanza di accordi scritti e chiedendo quanti soldi ha portato al museo il finanziere Bini Smaghi. Tutti i consiglieri intervenuti hanno concordato sul pesante danno di immagine per il Centro Pecci, ma sopratutto per la città da questa vicenda, anche alla luce dalla lettera a sostegno della ex-direttrice Perrella, firmata da un’ottantina di esponenti del mondo delle cultura.



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