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Fa lavorare 20 operai ma ne assume solo tre Arrestato e scarcerato
prato. Su 20 operai trovati al lavoro, solo tre erano regolarmente assunti e altri sette erano senza permesso di soggiorno. Per questo un confezionista cinese è stato arrestato e all’azienda è stata fatta una multa di 102.500 euro.
Il controllo è stato eseguito nella giornata di giovedì dal Gruppo interforze coordinato dalla Prefettura.
Nel corso dell’ispezione sono stati sequestrati 45 macchinari ed è stata sospesa l’attività della confezione. Contestate anche alcune irregolarità sulla sicurezza anti-incendio e le precarie condizioni igieniche di alcuni locali, oltre al cambio di destinazione non consentito (da locale tecnico a camera da letto). È stato poi accertato il mancato pagamento della Tari. Insomma, una situazione di quasi completa illegalità.
Il sostituto procuratore di turno ha disposto la scarcerazione del confezionista, visto che risulta incensurato.
Un risultato, quello del controllo del Gruppo interforze, che conferma quanto ancora ci sia da fare per contrastare lo sfruttamento della manodopera nelle confezioni cinesi. Nel caso in questione, il fatto che sette lavoratori fossero senza permesso di soggiorno non “assolve” il confezionista, perché altri dieci erano regolari e avrebbero potuto essere regolarmente assunti, cosa che non è stata fatta per risparmiare sui contributi.
L’evasione contributiva, insieme a quella fiscale, è una delle piaghe del distretto parallelo cinese. E le multe, anche quelle molto pesanti come nel caso dell’ultima confezione controllata, non sembrano un deterrente sufficiente per stroncare il fenomeno.
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