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Record di reati: siamo quarti in Italia in testa per i vandali, secondi per le rapine

Maria Lardara

Ecco la mappa degli indici di criminalità secondo Il Sole 24 Ore. Il questore: «Qui lo stesso numero di volanti che a Firenze» 

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Maria Lardara

PRATO. La “tregua” in tempo di Covid sembra essere un ricordo lontano: dopo i lockdown si sono rifatti vivi spacciatori, rapinatori, ladri, persino vandali che danneggiano beni pubblici e privati. E l’indice della criminalità fa schizzare al quarto posto la provincia di Prato per numero di denunce in rapporto alla popolazione residente, secondo la classifica pubblicata ogni anno dal Sole 24 Ore su 106 province italiane. Qui si commettono e si denunciano crimini: in particolare, sono 11.426 le denunce presentate nel corso del 2020 su 37 tipologie di reati, vale a dire 4.426 ogni centomila abitanti. Nel 2019 furono 13.106, ovvero 5.076 ogni centomila abitanti, ma la realtà pratese si collocava al settimo posto: si tratta una classifica che va interpretata tenendo conto del dato delle denunce ma colpisce che Prato sia la provincia toscana meno sicura in termini di delitti commessi e denunciati, alle spalle di Milano, Bologna e Rimini. Poteva in ogni caso andare peggio visto che nel 2020 si è verificato un calo del 12,8 per cento dei reati rispetto all’anno precedente ma è anche vero che è migliorata la performance di altre province come Firenze che, nel 2019, era la prima città toscana meno sicura.

Insomma, c’è chi scende e chi sale. Nel prendere in esame l’indice di criminalità, la statistica si sofferma sul confronto fra il primo semestre del 2020 e quello di quest’anno che vede un leggerissimo trend dei reati in aumento: +0,5 per cento. Nella classifica dei cinque delitti più denunciati, Prato ottiene la medaglia di bronzo per i reati connessi agli stupefacenti con 260 denunce ogni centomila residenti: un terzo posto che la dice lunga su quanto sia fiorente il mercato dello spaccio in città. Ma i mali di cui soffre la nostra realtà sono altri: Prato è la numero uno in Italia per reati di danneggiamento (2.582 quelli denunciati nel 2020) come atti vandalici a beni pubblici e privati, primeggia per rapine occupando il secondo gradino del podio dubito dopo Napoli (219 denunce ogni centomila abitanti) e fa parlare di sé anche per scippi avvenuti nel 2020 (114 denunce) ritagliandosi un quarto posto nella geografia nazionale del crimine.

Predica cautela nell’analisi dei dati il questore Giuseppe Cannizzaro, arrivato a Prato nell’ottobre 2020. «Dal nostro osservatorio risulta un trend in calo in alcune categorie delittuose mentre stanno prendendo slancio reati come le truffe digitali a seguito dell’aumento degli acquisti online. Ma occorre sottolineare il grande lavoro di prevenzione svolto sul territorio dove viene impiegato lo stesso numero di volanti che vede una città più grande come Firenze. Nell’ultimo anno è stata inoltre intensificata l’attività del nostro presidio in piazza Duomo come fattore di deterrenza impalpabile».

Per la questura suona un campanello d’allarme che è l'aumento delle truffe digitali derivante dagli acquisti su internet trainati dalla pandemia (774 le denunce nel 2020): insidie in cui incappano sempre più i cittadini e che hanno spinto il Comune a organizzare un calendario di incontri per prevenire le truffe insieme alla prefettura e alla polizia municipale.

Tornando alle performance di Prato nella mappa del crimine nazionale, l’alto numero di denunce può essere letto anche come un segnale della fiducia dei cittadini nelle forze dell’ordine.

Chi guarda il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto è il sindaco Matteo Biffoni che ricorda come tutte le classifiche siano da prendere per quelle che sono. «Lo spaccio è un dato di fatto, sarebbe da pazzi negarlo. Ma in passato ricoprivamo le prime posizioni per il riciclaggio: sembrava il male assoluto». E ora? Nell’ultima classifica Prato è 70esima per reati di riciclaggio con quattro denunce: meglio del 2019 quando si collocava al 47esimo posto.

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