Diploma, poi università «Ora mancano i periti»
PRATo. Gli imprenditori li cercano come il pane. Fanno fatica a trovare tessitori, filatori oppure periti tessili che si diplomano all’Istituto “Tullio Buzzi”. Bussano persino alla porta dei sindaci per lamentarsi che non trovano personale.
Lo racconta il sindaco Matteo Biffoni, presente all’inaugurazione del nuovo macchinario per filati fantasia donato dalla Pafasystem al Buzzi.«Ho raccolto pochi giorni fa uno sfogo dei giovani di Confindustria che chiedono più formazione. Va invertita la rotta: il tessile non è finito, ma ha cambiato pelle richiedendo sempre più competenze».
Ma lo racconta anche Primo Bosi, sindaco di Vaiano e consigliere delegato dalla Provincia per la scuola con il tessile nel Dna. «Sono figlio di tessitore e capisco gli imprenditori quando vengono in ufficio a lamentarsi perché sono a corto di maestranze». Colpa di una narrazione per la quale lavorare nel tessile significherebbe “sporcarsi le mani”».
Ma anche tralasciando il tessile, in altri settori dove è richiesta una certa manualità, non sono rose e fiori. Per un po’ di tempo la ricerca di periti meccanici in sostituzione di due figure andate in pensione è stata la spina nel fianco della Mariplast di Montale, che produce supporti in plastica per filati. Uno dei punti di forza dell’azienda è l’officina interna per produrre gli stampi. Ecco, la figura dello stampista è quella più difficile da reperire.
«È una figura che richiede meccanica di precisione – racconta l’imprenditrice Fabia Romagnoli – Dal Buzzi è arrivato ultimamente un ragazzo che si era avvicinato alla nostra realtà attraverso il programma di alternanza scuola e lavoro».
Ma oggi, come conferma anche il preside Alessandro Marinelli, il 70 per cento dei neodiplomati del Buzzi sceglie di proseguire gli studi e andare all’università, in primis alla facoltà di ingegneria.
M.L.
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