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Ammanchi in parrocchia Il vescovo denuncia don Francesco Spagnesi

Ammanchi in parrocchia Il vescovo denuncia don Francesco Spagnesi

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prato. Tirato da più parti per la tonaca, il vescovo Giovanni Nerbini ha deciso di sporgere denuncia per appropriazione indebita contro don Francesco Spagnesi, il parroco della Castellina accusato di aver sottratto decine di migliaia di euro dalle casse della parrocchia e di aver fatto sparire anche le offerte che alcuni fedeli avevano consegnato a lui personalmente dopo che lo stesso vescovo, nel mese di aprile, gli aveva tolto il potere di firma sul conto corrente. Ammanchi ce secondo la Diocesi sarebbero compresi tra 130.000 e 150.000 euro.

Nel conto corrente della parrocchia confluivano le offerte dei fedeli, comprese quelle raccolte durante le messe, ed eventuali donazioni; nel 2020, per esempio, sono state registrate anche due entrate straordinarie, pari a 266.686 euro, legate alla vendita di due appartamenti ricevuti dalla parrocchia in eredità. «Nella serata di mercoledì 29 settembre – si legge in una nota della Diocesi – Il vescovo monsignor Giovanni Nerbini, insieme al vicario generale don Daniele Scaccini, nominato amministratore della Parrocchia dell’Annunciazione alla Castellina, su sua richiesta, ha incontrato, nei locali parrocchiali, il consiglio pastorale ed il consiglio per gli affari economici della stessa parrocchia riuniti congiuntamente. Monsignor Nerbini ha fatto presente che a seguito delle indagini svolte dalla procura è emerso il grave danno sia materiale che economico per la parrocchia causato dall’ex parroco don Francesco Spagnesi, a fronte del quale, considerato anche lo smarrimento di tanti fedeli, si è reso necessario un intervento che salvaguardasse la verità e la giustizia, come aveva già sostenuto nell’omelia pronunciata nella chiesa parrocchiale domenica 19 settembre, attraverso una querela per il reato di appropriazione indebita, presentata presso la Procura di Prato». «È un atto dovuto – spiega la Diocesi – che vuole fugare oltretutto il sospetto che si possa impunemente infrangere elementari regole di comportamento e salvaguardare l’immagine del sacerdozio stesso». Intanto il vescovo ha firmato il decreto canonico per le censure previste a carico del sacerdote, a cui vengono interdette la celebrazione della messa e degli altri sacramenti.

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