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Dottori no Green pass: Firenze ha sospeso 147 medici, Prato zero

P.N.
Dottori no Green pass: Firenze ha sospeso 147 medici, Prato zero

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prato. Tra le pochissime notizie positive che arrivano dal fronte Covid, ce n’è una che rappresenta l’altra faccia della medaglia di Prato, una delle province più colpite in Italia dalla pandemia. Si tratta della percentuale di medici sospesi perché non si sono fatti il vaccino, che in provincia è sorprendentemente zero.

Lo conferma Guido Moradei, presidente dell’Ordine provinciale dei medici. Su oltre 1.300 iscritti, al momento non ne risulta nemmeno uno sospeso a causa della mancanza del Green pass. Notizia ancora più sorprendente se si dà un’occhiata ai vicini di casa. A Firenze, infatti, sono ben 147 i medici sospesi per questo motivo, come ha reso noto martedì il presidente dell’Ordine fiorentino Pietro Dattolo. Diversa è la platea, perché l’Ordine di Firenze conta oltre 10.000 iscritti, ma statisticamente a Prato avremmo dovuto attenderci tra i 15 e i 20 medici sospesi. Invece nemmeno uno. Solo un paio di segnalazioni che poi si sono rivelate errate.

«Avevamo spiegato come diversi medici fossero in attesa di verifiche circa la loro situazione vaccinale – ha spiegato Pietro Dattolo parlando della situazione a Firenze – A seguito di attenti controlli, 80 professionisti sono risultati già vaccinati e non è quindi prevista per loro la sospensione dall'attività lavorativa. Si tratta di medici impegnati all'estero o di giovani colleghi specializzandi in altre regioni che avevano da tempo ricevuto la somministrazione, ma che a causa di una mancata lettura delle email pec erano rimasti in attesa di accertamento». «Fino ad oggi sono 147 i medici sospesi nella nostra provincia. Si tratta di un numero che possiamo ritenere molto esiguo, considerando che gli iscritti al nostro Ordine sono oltre 10mila. L'inosservanza dell'obbligo vaccinale resta una scelta irresponsabile che non possiamo accettare. Tuttavia – aggiunge Dattolo – la dedizione e la fiducia nella scienza da parte del mondo sanitario, salvo rare eccezioni, non è mai stata messa in discussione. Affinché l'epidemia resti contenuta e si mantenga la sicurezza all'interno dei reparti e degli ambulatori è fondamentale questa adesione, che sarà altrettanto ampia quando verrà messa a disposizione la terza dose».

P.N.

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