Il presidio
«Era un filo di fumo, poi è bruciato tutto in un attimo»
Il volontario che ha dato l’allarme: «Mai vista una cosa simile In due minuti le fiamme si sono alzate sopra al tetto»
Un filo di fumo da lontano che si alza verso il cielo, senza fiamme. Una polvere leggera nell’aria con un odore pungente di plastiche bruciate in tutta la zona di via Venezia.
Oste di Montemurlo, zona industriale, giovedì sera, sono le 22,18. Lorenzo Scrozzo, 34 anni, di Oste, sta tornando in auto con altri due amici da una cena ad Agliana. Dalla rotonda della tangenziale fra Pistoia e Prato vede alzarsi un leggero fumo in lontananza.
I tre amici non ci pensano un attimo: Lorenzo trascorre molto del suo tempo libero come volontario soccorritore e capisce subito che sta succedendo qualcosa nella zona industriale della sua frazione. È lui a chiamare il numero unico di emergenza, il 112.
«Ho visto quel leggero fumo in lontananza, siamo passati allora da via Venezia – racconta Scrozzo il giorno dopo – Ancora non c’erano le fiamme, che poi hanno divorato tutto, c’era odore acre di bruciato, nella via non c’era nessuno. La strada era coperta da una nebbia di fumo, ma non c’erano fiamme. Poi d’improvviso, in un istante, sono esplose le fiamme alte metri sopra i capannoni, impressionante la rapidità».
Lorenzo Scrozzo chiama subito il 112, descrive quanto sta accadendo, gli passano i vigili del fuoco di Prato, è dettagliato nel dire quello che vede. Ma è questione di pochi minuti.
«Prima le fiamme si sono alzate in modo dirompente su uno dei capannoni, passato un minuto o due, una cosa rapidissima, ha preso fuoco anche l’altro capannone accanto» racconta con la lucidità di chi è abituato, da soccorritore, a vederne di tutti i colori.
«A quel punto ho richiamato di nuovo il 112 (erano le 22,20 o poco dopo) dicendo che la situazione stava precipitando ed erano necessarie non una ma diverse squadre di intervento. L’incendio sarebbe stato di grosse proporzioni» prosegue Scrozzo nel suo racconto.
L’immediatezza delle comunicazioni ha dato modo ai soccorsi di intervenire in modo organizzato. «Nel giro di poco è arrivata una prima autobotte dei vigili del fuoco, a seguire tutte le altre assieme ai carabinieri, polizia municipale e ad un’ambulanza della Misericordia di Oste» dice ancora il testimone. «Poi li la situazione è diventata pericolosa, i tetti e le strutture dei capannoni crollavano, le fiamme si alzavano di metri sopra i capannoni, una cosa mai vista per potenza di fuoco» dice ancora Lorenzo.
In via Venezia, davanti ai fabbricati andati distrutti dalle fiamme, si dice che spesso ci fossero balle di cascame tessile e stracci di tessuti collocate proprio sulla strada. «Per quanto ho visto io, non c’era niente fuori sulla strada. Ma l’esplosione in un attimo delle fiamme dentro i capannoni ha avuto un ché di incredibile» continua a ripetere Scrozzo.
Dopo un’intera nottata trascorsa nello spegnimento e bonifica da parte dei vigili del fuoco, giunti da Prato, Firenze e Pistoia, ieri mattina continuava ad alzarsi del fumo dai capannoni della sfilacciatura distrutti dall’incendio.
«Ripeto, la rapidità del fuoco che divorava le strutture. È stato così veloce, che non avevo mai visto niente di simile».
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