Il Tirreno

Prato

controlli a campione 

Sconti sui servizi scolastici scoperti dal Comune 44 furbetti

Maria Lardara

Mensa, nido e pulmino: 50mila euro di benefici erogati a chi non ne aveva diritto via alle lettere per il recupero delle somme e alle multe per l’indebita percezione 

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Maria Lardara

PRATO. “Incassavano” agevolazioni per mandare i figli al nido sotto forma di “crediti d’accesso”, oppure avevano lo sconto sulla mensa scolastica e sul pulmino. Senza averne diritto, sono 44 le famiglie pratesi che ne hanno usufruito nel corso dell’anno scolastico 2020/202. Ma potrebbero essere molte di più.

Il Comune le ha scovate dopo un controllo a campione delle dichiarazioni Isee, ritrovandosi con così un “buco” di 49. 239 euro a causa di benefici indebitamente incassati. Per questo dagli uffici comunali sono appena partite le lettere per il recupero delle somme erogate, oltre alle multe per l’indebita percezione: complessivamente si parla di sanzioni per oltre 19mila euro.

Tra maggio e giugno finirono sotto la lente d’ingrandimento del Comune 222 dichiarazioni Isee (è l’indicatore della situazione economica equivalente che fotografa redditi e patrimonio): furono monitorati 98 utenti dei nidi comunali e convenzionati (il 10 per cento dei 980 utenti che avevano presentato richiesta di agevolazione) e 124 genitori di bambini di materne o elementari che avevano chiesto una tariffa più “leggera” per la mensa e il pulmino.

Per legge, del resto, le dichiarazione sostitutive sono soggette a periodici controlli a campione da parte dell’ente che fornisce le prestazioni sociali agevolate.

Il risultato? Nella prima fase dei controlli sono saltate 17 dichiarazioni false, mentre a “sgarrare” per pagare meno di mensa e pulmino sono stati in 27. Ma i “furbetti” della refezione scolastica e dello scuolabus potrebbero essere di più, perché la verifica a campione ha riguardato una prima tranche di 124 utenti su 370 estratti, e dunque è destinata a proseguire.

Balza all’occhio intanto quel 20 per cento di dichiarazioni false o irregolari, anche se possono capitare errori in sede di compilazione dell’Isee nei centri di assistenza fiscale, anche per la documentazione incompleta.

«L’esito dei controlli a campione fornisce numeri più alti rispetto al passato ma è vero che quest’anno disponiamo di nuovi strumenti di collegamento con le banche dati di altri enti che permettono di effettuare maggiori approfondimenti», fa sapere Leonardo Sarri, responsabile del procedimento per il servizio della pubblica istruzione.

L’ammanco maggiore deriva dai benefici concessi per la frequenza dell’asilo nido: quasi 33mila euro. Per far rientrare nelle casse questi soldi percepiti indebitamente il Comune manderà inizialmente degli avvisi “bonari”, oltre a una sanzione a testa non superiore al triplo del beneficio ottenuto se la somma percepita è pari o inferiore a 3.999,96 euro.

In caso di benefici ottenuti superiori a questo limite (mediamente per la retta del nido a prezzo intero le famiglie spendono circa 500 euro al mese), scatta la denuncia all’autorità giudiziaria. Questo succederà a chi ha dichiarato dati non corretti in fase di richiesta di agevolazione tariffaria compilando la domanda on line sul sito del Comune.

E se il problema invece fosse un errore materiale nella compilazione della dichiarazione Isee? In questo caso sarà possibile “cavarsela” con una multa di 500 euro.

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