Italia
Parroco arrestato a Prato, protesta davanti alla chiesa
E monsignor Giovanni Nerbini, durante la messa, rivolge un messaggio ai fedeli e parla di don Spagnesi, ai domiciliari per spaccio di droga: "La Diocesi si impegna a mettere a disposizione dei poveri una somma di denaro congrua a riparare quanto estorto". Fuori dalla parrocchia, striscioni di protesta
PRATO. "Come un padre ho tentato di salvare un figlio. Non ci sono riuscito. Chiedo perdono a tutti". A pronunciare queste parole, durante la messa di domenica 19 settembre nella chiesa dell'Annunciazione della Castellina, è il vescovo di Prato, monsignor Giovanni Nerbini, che chiede perdono a tutta la città per i fatti riguardanti don Francesco Spagnesi. Il parroco, lo ricordiamo, che è agli arresti domiciliari per uso e spaccio di droghe e organizzazione di festini con consumo di stupefacenti. Con i soldi dei fedeli spesso finiti nell'acquisto di cocaina e altri stupefacenti. E il vescovo spiega che c'è l'intenzione di impiegare l'equivalente dei soldi spesi da don Spagnesi per aiutare la comunità. "Prima di tutto - ha detto il vescovo - ci sarà un accertamento puntuale dei danni subiti dalla parrocchia. La Diocesi si impegna fin d’ora a mettere a disposizione dei poveri della nostra città una somma di denaro congrua a riparare quanto estorto a tante persone".
E fuori dalla parrocchia c'è chi ha sistemato degli striscioni (poi fatti rimuovere) in segno di protesta per quanto è accaduto.
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