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Prato

Condanna di Cgil: «Non è fatalità Sistemi di sicurezza non attivati»

Condanna di Cgil: «Non è fatalità Sistemi di sicurezza non attivati»

Le reazioni alla morte dell’operaio. Confindustria: «Succede anche in ditte di specchiata correttezza»

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prato. «Non si invochi la fatalità» tuona Lorenzo Pancini, segretario della Camera del lavoro Cgil, commentando l’infortunio che venerdì sera è costato la vita a Giuseppe Siino nello stabilimento dell’Alma spa a Campi Bisenzio. La magistratura è al lavoro per stabilire eventuali responsabilità, ma la Cgil sembra aver già le idee chiare.

«Chi ha il compito di farlo accerterà eventuali responsabilità o negligenze – dice Pancini – ma se siamo al terzo lavoratore che in nove mesi muore sul lavoro, se come cinquant’anni orsono si continua a morire per schiacciamento, è evidente che c’è stato un abbassamento nei livelli di sicurezza, è evidente che la ripresa ha imposto ritmi per cui i macchinari devono sempre girare e non bloccarsi, è evidente che i sistemi di sicurezza degli stessi macchinari non sono pienamente attivati. Tutto ciò è ancor più inaudito e insopportabile, considerando il livello raggiunto dalle tecnologie, anche per quanto riguarda la sicurezza delle macchine industriali».

Duro anche Fabio Franchi, segretario Cisl di Firenze e Prato: «Non vogliamo più commentare morti sul lavoro, ripetendo ogni volta le stesse frasi, le stesse richieste, le stesse denunce. La cultura della sicurezza sul lavoro deve stare al centro delle politiche aziendali, deve stare al centro dello sviluppo civile di una società che ha le sue fondamenta sul lavoro. E non possono più essere solo parole».

Più cauto il sindaco Matteo Biffoni. «Innanzitutto ci stringiamo alla famiglia dell’operaio, colpita da una tragedia che lascia tutti scossi» ha detto. «In Toscana secondo i dati dell’Inail dal 2016 al 2020 ogni settimana si è registrata una morte sul lavoro – fa notare il Comune – e da gennaio 2021 ad oggi 25 persone hanno perso la vita lavorando». «Numeri impressionanti, un’emergenza nazionale – commenta il sindaco – Al di là dei singoli casi e delle cause sempre diverse, è evidente che serve una maggiore cultura per la sicurezza sui luoghi di lavoro».

«Siamo di fronte a una strage perché ogni giorno continua a morire qualcuno sul posto di lavoro – ha detto invece il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini – Fin tanto che la sicurezza viene considerata un costo e non un investimento la situazione non cambia». «Colpisce particolarmente – commenta infine Confindustria Toscana Nord – vedere come sede di incidenti anche aziende ritenute da tutti, fondatamente, di specchiata correttezza nell'applicazione delle misure di sicurezza come in tutti gli altri ambiti aziendali. Come tutti i settori che implicano l'impiego di macchinari pesanti, il tessile (tessile in senso stretto: la produzione di tessuti e filati) è oggetto di particolare attenzione per limitare i rischi. Ormai l'evoluzione dei sistemi di sicurezza delle macchine, i massicci investimenti fatti nella formazione e gli obblighi previsti dalla legge costituiscono, se correttamente adottati e applicati, un baluardo che solo fattori remoti e imponderabili potrebbero rendere valicabili».

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