Il Tirreno

Prato

La ripresa delle lezioni 

Si torna a scuola tutti in presenza con l’incognita dei bidelli mancanti

Maria Lardara PRATO.
Si torna a scuola tutti in presenza con l’incognita dei bidelli mancanti

La situazione più critica è al liceo Livi Brunelleschi, dove ne servirebbero altri cinque ma non ci sono

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Altro che ricordo del passato: la didattica a distanza è sempre viva e vegeta. Così stamattina due alunni del comprensivo Puddu non varcheranno i cancelli delle loro rispettive scuole (primaria e medie) ma dovranno accendere un computer per seguire le lezioni e collegarsi con il resto della classe. In isolamento prima ancora di mettere piede a scuola.

Tra incognite e l’incubo delle quarantene, è il primo giorno di scuola per circa 35mila bambini e studenti che frequentano gli istituti pratesi dalla materna alle superiori, il primo con il “miracolo” di una scuola tutta in presenza. E questo accade anche negli istituti più affollati come il liceo Livi/Brunelleschi dove le contestazioni fioccano giorno dopo giorno per l’attività didattica dislocata su sei sedi. Ma oggi è anche il debutto ufficiale per la piattaforma ministeriale che consente di verificare il Green pass del personale scolastico. Ogni mattina i presidi si collegano e controllano se il semaforo è “verde”. «Abbiamo una figura di assistente amministrativo che entra alle 7 e predispone le verifiche sul sistema», fa sapere Stefano Pollini alla guida del Gramsci-Keynes. Ma perché tutto fili liscio come l’olio bisogna prestare sempre un occhio alla piattaforma. E Giuseppe Tito, preside del Don Milani fresco di insediamento, spiega il perché. «Il controllo del Green pass deve essere continuativo perché può succedere che un docente non vaccinato inizi a lavorare alle 10 e debba ricorrere a un tampone antigenico prima di entrare in servizio».

Dall’11 settembre la certificazione verde è obbligatoria anche per fornitori, operatori della mensa e genitori: padri e madri alle prese con l’inserimento dei più piccini alla materna dovranno avere il Green pass. Un altro nodo è il personale. Va meglio rispetto all’anno scorso con più i docenti in cattedra grazie alle operazioni di nomina in ruolo e supplenze annuali conferite agli inizi di settembre. Ma il nervo scoperto resta quello dei collaboratori scolastici: ne mancano diversi all’appello. Si conta sull’organico Covid per riempire le ultime caselle vacanti ma si sa già che la coperta resterà corta. Al Don Milani, ad esempio, sono state concesse sei unità di personale a fronte delle dieci che servirebbero. Ma il più penalizzato è il Livi/Brunelleschi, dove i custodi servono come il pane per presidiare sei sedi. «Ho chiesto all’ufficio scolastico almeno cinque collaboratori scolastici in più: ne ho avuti zero con l’organico di fatto – lamenta la preside Mariagrazia Cambellotti – Non ho personale per la succursale di via delle Fonti: ho chiesto alla Provincia un supporto per le pulizie dei locali ma non ho avuto risposta». Situazione ormai insostenibile per il Livi/Brunelleschi: nella sede principale di via Marini sono tornati in voga i famigerati banchi con le rotelle nelle prime file per guadagnare più spazio in dieci aule. Non sono rose e fiori nemmeno per il trasporto pubblico, con la protesta dei genitori degli studenti che da oggi frequenteranno la succursale di via delle Fonti. «Stiamo ricevendo le loro lamentele sulla carenza dei bus– osserva la preside – ma la scuola aveva comunicato a Cap la nuova sede».



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