Il presidio
Sgomberato il presidio dei licenziati Texprint che facevano lo sciopero della fame: quattro arresti - Video
Intervento all'alba delle forze dell'ordine che hanno smantellato le tende in piazza del Comune e hanno portato lavoratori e sindacalisti Si Cobas in Questura. Fermati per resistenza un operaio e tre simpatizzanti
PRATO. Gli operai licenziati della Texprint, da mercoledì 1° settembre in presidio davanti al Comune dove avevano iniziato lo sciopero della fame, avevano detto che aspettavano risposte. La risposta è arrivata ma non è quella che speravano. All'alba di oggi (3 settembre) il presidio è stato sgomberato da alcune decine di poliziotti del Reparto mobile insieme alla guardia di finanza, alla polizia municipale e ai carabinieri. I lavoratori in sciopero della fame, insieme ai sindacalisti del Si Cobas Sarah Caudiero e Luca Toscano, sono stati portati in Questura.
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Alcune decine di persone hanno improvvisato un sit-in davanti alla questura e sono state fatte allontanare dai poliziotti. Il presidio dei licenziati Texprint era stato organizzato dal sindacato Si Cobas per sollecitare risposte da parte dell'Ispettorato del lavoro che già a gennaio aveva eseguito dei controlli all'interno della stamperia Texprint di via Sabadell a conduzione cinese per verificare se, come denuncia una parte dei lavoratori, ci fossero condizioni di sfruttamento lavorativo. Ma a distanza di quasi otto mesi non si conosce ancora l'esito di quegli accertamenti.
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Esulta la deputata Erica Mazzetti di Forza Italia. “Di nuovo decoro, sicurezza e ordine pubblico dopo giorni di stucchevole strumentalizzazione a danno e sulla pelle dei lavoratori Texprint - scrive la parlamentare - C’è voluto l’intervento delle forze dell’ordine per porre fine a una poco partecipata ma estremamente impattante, anche per gli stessi partecipanti, manifestazione/occupazione che in questi giorni ha infestato piazza del Comune a Prato. Un ringraziamento al questore che coordinato lo sgombero e alle forze dell’ordine che lo hanno eseguito stamani. Si è dato ascolto alle tante segnalazioni e lamentele di chi deve tirare su il bandone e cercare di far quadrare tutto. Non era più tollerabile assistere a certo scempio, per altro nel mese di settembre che è mese di festa per la nostra città e che richiama tantissimi nel centro. Non è con altre illegalità che si ottiene tutela dei propri diritti ma è con percorsi formali e nel rispetto della legge e dei diritti degli altri”.
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In tarda mattinata il sindacato Si Cobas ha reso noto che uno dei manifestanti è stato arrestato (si presume per resistenza a pubblico ufficiale). Si tratta di Abdou Khadre, di nazionalità senegalese. I suoi compagni negano che abbia fatto resistenza e sostengono di essere stati colpiti dai poliziotti durante lo sgombero. Altre tre persone sono state arrestate per resistenza. Si tratta di due italiani e uno straniero arrivati a manifestare davanti alla Questura subito dopo che si è sparsa la notizia dello sgombero.
"Quanto accade a Prato - si legge in una nota del Si Cobas - è un attacco ai diritti umani. Un sindaco che ordina lo sgombero di dieci lavoratori e sindacalisti in sciopero della fame, poi picchiati e portati scalzi in Questura, si commenta da solo. Quello che è successo oggi deve essere condannato senza se e senza ma, dalle istituzioni, dalla politica e dalla società civile. La Regione Toscana, che si era dichiarata favorevole all'apertura del tavolo interistituzionale richiesto dal sindacato, batta un colpo".
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"L'unico motivo dello sgombero di oggi - aggiunge la nota sindacale - è la volontà di nascondere la realtà dello sfruttamento denunciato da 230 giorni dai lavoratori Texprint. Ma i problemi non si cancellano reprimendo chi li denuncia. Il compito delle istituzioni dovrebbe essere affrontarli. Quando i cittadini chiedono i loro diritti le istituzioni non si dovrebbero sentire attaccate. Un lavoratore, Hamid Nasir, è stato portato via in ambulanza dopo essere uscito dalla Questura a causa dello stress subito dopo dopo due giorni e mezzo senza nutrirsi".
"Lo sgombero di questa mattina - conclude il sindacato - è stato la risposta delle istituzioni di fronte allo sciopero della fame dei lavoratori Texprint che per anni hanno lavorato 12 ore al giorno 7 giorni a settimana e che stanno chiedendo i loro diritti da 7 mesi senza risposta. Quanto accaduto è ignobile, ed è un insulto ai migliaia di lavoratori sfruttati nel Macrolotto. A fronte di quanto accaduto non è più possibile per i lavoratori continuare lo sciopero della fame, che quindi si interrompe oggi, per continuare la mobilitazione per il rilascio di Abdou e per pretendere che le istituzioni si siedano ad un tavolo e diano delle risposte a partire dalla condanna di quanto accaduto. In questi giorni abbiamo avuto la conferma del fatto che la città è con noi, dalla parte degli schiavi del distretto che chiedono diritti e dignità".
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"Il Comune di Prato da mesi sta sostenendo i lavoratori, attesi anche per lunedì prossimo presso lo sportello anti-sfruttamento - sottolinea l'assessore alla Cittadinanza Simone Mangani - il Comune lavora con concretezza, inserendo i lavoratori che lo vogliono in un percorso di regolarizzazione e tutela contro lo sfruttamento lavorativo che denunciano. Un lavoro interistituzionale complesso, portato avanti da anni per tutti, compresi i lavoratori della Texprint. Questo è quello che facciamo, per i lavoratori la porta è sempre stata aperta. Forme di protesta contro ogni regola sono solo un danno per i lavoratori".
La rete di contrasto allo sfruttamento, assicura l'assessore, vede coinvolte tutte le istituzioni del territorio, dal Comune alla Procura: "Occupare abusivamente una piazza della città, contro le istituzioni che ogni giorno lavorano per contrastare lo sfruttamento lavorativo è una contraddizione insanabile per chi dice di voler tutelare i lavoratori. La lotta allo sfruttamento lavorativo si fa con le istituzioni, non contro", chiosa Mangani.
Ma nel pomeriggio si è aperta una crepa nel fronte contrario alle iniziative del Si Cobas e degli operati Texprint licenziati. "Dov'è il nostro partito, il partito di maggioranza della città? - scrivono i Giovani democratici, alcuni dei quali avevano passato la serata di giovedì al presidio in piazza del Comune - È possibile esimersi dal preoccuparsi di cosa accade da giorni, da mesi dentro e fuori il centro della città senza limitarsi a delegare a chi amministra? Per rispondere a questi lavoratori è necessario dare seguito alla loro richiesta di riaprire il tavolo inter-istituzione con Prefettura, Comune, Regione Toscana e Ispettorato. È fondamentale che quest'ultimo renda conto di quanto emerso dagli ultimi oltre 7 mesi".
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