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la vertenza 

Texprint, gli operai tirano in ballo l’Ispettorato

Paolo Nencioni PRATO.
Texprint, gli operai tirano in ballo l’Ispettorato

Manifestazione in piazza del Comune: «Sono passati 200 giorni e non è arrivata alcuna risposta sullo sfruttamento»

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Sono passati più di 200 giorni da quando un gruppo di operai della stamperia Texprint di via Sabadell ha denunciato condizioni di sfruttamento all’interno dell’azienda e degli accertamenti compiuti dall’Ispettorato del lavoro non si è saputo ancora nulla. Nel frattempo la Procura ha chiuso in tempi rapidissimi un’indagine nata dalle denunce della proprietà e ha indagato 27 persone, tra cui i sindacalisti del Si Cobas che da gennaio animano un picchetto davanti all’ingresso della Texprint, per violenza privata.

Ieri i lavoratori licenziati della Texprint e i sindacalisti Sarah Caudiero e Luca Toscano del Si Cobas sono tornati in piazza del Comune a gridare questa semplice domanda: che fine hanno fatto gli accertamenti dell’Ispettorato?

Perché al di là delle polemiche che hanno agitato questi sei lunghi mesi di vertenza, il nocciolo della questione è proprio questo. È vero come sostengono gli operai che alla Texprint si lavora troppo oppure è tutta un’invenzione? Dopo sei mesi sarebbe lecito aspettarsi una risposta, positiva o negativa che sia. Lo ha ripetuto in piazza anche Dario Salvetti, delegato Fiom Cgil della Gkn di Campi Bisenzio, licenziato con una mail insieme a 421 compagni di lavoro. Salvetti si è chiesto anche perché ci sia questa macroscopica differenza di trattamento tra il caso della Gkn e quello della Texprint. Da una parte la solidarietà delle istituzioni e della politica, dall’altra il silenzio delle istituzioni e della politica. «Eppure noi ci sentiamo fratelli di questi lavoratori, che sono nella nostra identica condizione – ha detto Salvetti – Se l’Ispettorato non ce la fa ad affrontare una situazione come quella della Texprint siamo tutti in pericolo».

«Ai poliziotti che ci hanno controllato per mesi – ha aggiunto Luca Toscano – sarebbe bastato segnarsi l’orario di ingresso dei lavoratori e poi segnarsi l’ora di uscita. Non l’hanno fatto».

Eppure i lavoratori licenziati e i sindacalisti del Si Cobas non danno segni di voler mollare. Ieri pomeriggio, mentre i pratesi facevano le valigie per andare in vacanza a raggiungere quelli che già ci sono, erano ancora in piazza in mezzo all’indifferenza generale: «Siamo ancora qui e ci resteremo».

Intanto dall’ufficio stampa Aures di Milano, ingaggiato dalla Texprint per parlare al mondo, arrivano le bordate.

In una nota diffusa ieri si nega che fosse iniziata una trattativa in Regione e si accusano i sindacalisti e i lavoratori di «commettere, ormai quotidianamente, i reati di violenza privata aggravata ai danni della Texprint, dei suoi dipendenti, clienti e fornitori, danneggiamento dei beni della società e dei dipendenti (le cui macchine vengono spesso colpite con pugni); diffamazione aggravata nei confronti della società e dei suoi amministratori; minacce (anche con bastoni) ai dipendenti e agli amministratori; percosse agli amministratori e ai dipendenti, che vengono persino colpiti con calci». Sarà la magistratura a stabilire se sono accuse fondate, in attesa che arrivino novità dall’Ispettorato del lavoro. —



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