Il Tirreno

Prato

I confezionisti risarciscono i lavoratori sfruttati e patteggiano la condanna

di Paolo Nencioni
Uno dei giacigli dove dormivano gli operai della Confezione Giulio
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Uno dei giacigli dove dormivano gli operai della Confezione Giulio

Concluso il processo a carico dei coniugi cinesi titolari della confezione Giulio di Galciana. Alcuni ex dipendenti hanno ottenuto il permesso di soggiorno

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PRATO. Hanno patteggiato due condanne a due anni e otto mesi e due anni e sei mesi di reclusione i coniugi cinesi Hu Dingtu e Li Xiumei, di 58 e 53 anni, titolari della Confezione Giulio di via Pieraccioli a Galciana, che nel febbraio dell'anno scorso furono arrestati dalla polizia con l'accusa di aver sfruttato 16 operai bengalesi, cinque pachistani, un afghano e qualche altro cinese. I due confezionisti, difesi dall'avvocato Tiziano Veltri, sono comparsi davanti al giudice dell'udienza preliminare e, insieme alla condanna, hanno ottenuto la scarcerazione (ora sono sottoposti all'obbligo di firma). La moglie era stata messa agli arresti domiciliari ma fu accertato che continuava ad avere contatti coi clienti della confezione e anche lei finì in carcere.

"Con questa inchiesta andiamo a tutelare un’umanità dolente – aveva spiegato il procuratore Giuseppe Nicolosi dando notizia degli arresti – Lavoratori che forse passerebbero inosservati altrove, ma non qui. In questo caso è stata calpestata la dignità dell’essere umano, un disvalore che va al di là del semplice reato".

L'inchiesta e il processo sono andati a colpire anche il portafoglio dei confezionisti. L'anno scorso gli furono sequestrati beni per 250.000 euro, pari al profitto ottenuto facendo lavorare 13 ore dipendenti assunti formalmente part-time, in certi casi senza pagare i contributi. Prima della sentenza i due coniugi hanno anche risarcito i loro ex dipendenti. Dovrebbe essere un deterrente per i tanti altri imprenditori che lavorano con questo sistema nel distretto parallelo.

Nel frattempo si è mosso anche il Comune insieme alla Questura: tre ex dipendenti della Confezione Giulio hanno ottenuto il permesso di soggiorno "per protezione sociale" della durata di sei mesi, rinnovabile. Il sostituto procuratore Lorenzo Gestri, titolare delle indagini, aveva chiesto e ottenuto la nomina di un amministratore giudiziario, il consulente del lavoro Alessandro Bensi, che ha ricostruito la posizione degli ex dipendenti per quanto riguarda stipendi e contributi. E' la prima volta che succede nel distretto industriale pratese.

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