Italia
Migliaia di pratesi bloccati in auto Biffoni contro la società Autostrade
Maxi-ingorgo provocato dai lavori sull’A1 tra Barberino e Calenzano: «Noi avvertiti troppo tardi»
Paolo Nencioni
PRATO. È andata un po’ come succede nelle alluvioni. Il corso d’acqua principale è pieno e non riceve più dagli affluenti, che allagano le aree circostanti. Un po’ quello che è successo ieri mattina al traffico nella piana tra Prato e Firenze. La società Autostrade ha chiuso nella notte per lavori urgenti il tratto tra Barberino del Mugello e Calenzano, ha tardato a riaprirlo e quando l’ha fatto era ormai troppo tardi. Il “fiume” non è più riuscito a ricevere dagli affluenti, intasando la Firenze-Mare, la superstrada Fi-Pi-Li e a cascata tutta la viabilità secondaria, compresa la Declassata di Prato fino alle vie del centro storico.
Situazione paradossale ieri mattina per migliaia di automobilisti diretti a Firenze e fermi in coda sul viale Leonardo da Vinci, che in assenza di notizie hanno immaginato un incidente in autostrada sperando di poter passare dalla Perfetti-Ricasoli, che però era già piena. Ancora peggio quelli che si sono trovati imbottigliati in viale Galilei, in viale della Repubblica. Non potevano immaginare che dipendesse tutto da lavori eseguiti nella notte a trenta chilometri di distanza. E così si sono viste scene di nervosismo, imprecazioni, gente che ha lasciato l’auto lungo la strada e ha proseguito a piedi.
Il Comune non ha saputo nulla fin quasi alle 9 e poco prima delle 10 il sindaco ha pubblicato un post su Facebook nel quale ha invitato i pratesi a non prendere l’auto se non era strettamente necessario, ma a quel punto la frittata era già fatta.
«Da quanto abbiamo ricostruito più tardi – spiega Matteo Biffoni – i lavori sull’Autostrada del Sole tra Barberino e Calenzano avrebbero dovuto terminare alle 5, ma durante l’esecuzione i tecnici si sono accorti che erano necessari altri lavori (pare un problema di infiltrazioni di acqua su un cavalcavia, ndr) e così i lavori sono andati avanti e il tratto è stato riaperto solo alle 7,30». «Se succede una cosa del genere – dice ancora Biffoni – deve scattare immediatamente una comunicazione efficace agli automobilisti, ancora prima che ai sindaci. Serve una struttura in grado di prevedere le conseguenze sulla viabilità non solo sul posto ma in tutta l’area, come è accaduto purtroppo oggi, e una risposta rapida, cosa che invece non è accaduta. Non ne faccio una colpa a chi faceva i lavori sull’autostrada, può capitare che si allunghino i tempi, ma poi bisogna avvertire per tempo. Noi non abbiamo ricevuto tempestivamente le comunicazioni e siamo rimasti a lungo nel dubbio su cosa dire agli automobilisti». Insomma, un disastro di cui Autostrade forse dovrà rendere conto perché ha cambiato la giornata a migliaia di persone, con code fino a 20 chilometri a nord di Firenze e altri 10 a sud, senza contare il blocco di tutti quelli che arrivavano da Pistoia e da Prato verso il capoluogo regionale.
Ad aggravare la situazione ci si è messo anche un incidente accaduto sulla provinciale Barberinese tra Calenzano e Le Croci, dove alcuni avevano provato a sfuggire al maxi-ingorgo. Sulla Declassata una moto Kawasaki si è schiantata contro una Fiat 500 che tentava di immettersi nella rotonda di Pratilia per sfuggire alla coda e il cui conducente non ha visto la moto.
Dalla società Autostrade non risulta siano arrivate scuse per quanto accaduto, ma solo indicazioni su come tentare di arginare il maxi-ingorgo. Per esempio ai milanesi di prendere la Parma-La Spezia, ai bolognesi diretti a Bologna di prendere la Bologna-Taranto, passare da Cesena e rientrare a Orte.
Tutti consigli arrivati abbondantemente fuori tempo massimo. Ai pratesi incolonnati sulla Declassata, in viale Galileo o in viale della Repubblica, la società Autostrade non poteva dire niente, se non di pazientare. —
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