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il dramma 

Muore a 73 anni mentre fa l’esame Tac Inchiesta sulla tragedia nel centro medico

Paolo Nencioni PRATO
Muore a 73 anni mentre fa l’esame Tac Inchiesta sulla tragedia nel centro medico

Da un paio di giorni aveva fatto il richiamo del vaccino anti-Covid, ma gli inquirenti non mettono in relazione i due fatti

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. La Procura ha aperto un fascicolo sulla morte di un uomo di 73 anni, deceduto mercoledì pomeriggio all’interno dell’Istituto pratese di radiodiagnostica Alliance Medical di viale Marconi.

L’uomo, che è parente della vicedirettrice sanitaria dell’istituto medico, si stava sottoponendo all’esame della Tac (tomografia assiale computerizzata) quando ha accusato un malore che poi si è rivelato fatale. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, al paziente, Giacinto Oliva, era stato iniettato il liquido di contrasto, una procedura di routine per gli esami della Tac. Pochi minuti dopo, però, quando si trovava già all’interno del macchinario, l’uomo ha iniziato ad avere difficoltà respiratorie ed è morto, nonostante l’intervento di un’ambulanza della Pubblica Assistenza, intervenuta alle 17,38. Successivamente sono arrivati anche i carabinieri, che hanno raccolto le prime testimonianze sull’accaduto e hanno poi riferito alla Procura.

È stato accertato che un paio di giorni prima dell’improvviso decesso al paziente era stata somministrata la seconda dose del vaccino AstraZeneca, ma al momento nessuno mette in relazione i due fatti. Il sostituto procuratore Laura Canovai ha aperto un fascicolo senza indagati e ha disposto l’autopsia che dovrà fare luce sulla morte dell’anziano. L’esame sarà eseguito domani dal medico legale Luciana Sonnellini.

Da parte dell’istituto medico per il momento si preferisce non commentare l’accaduto. «Siamo addolorati per il tragico evento – ha detto Luca Pellegrini, addetto stampa di Alliance Medical – Stiamo aspettando che vengano eseguiti tutti gli accertamenti».

La tragedia ha colto tutti di sorpresa e ieri mattina due responsabili dell’istituto medico hanno incontrato brevemente i cronisti all’ingresso ma hanno rimandato qualsiasi commento a quando ci saranno maggiori elementi per capire che cosa possa essere successo.

Al momento tutte le ipotesi sono al vaglio degli inquirenti, ma quella che appare più probabile, se non si vuole pensare a una semplice coincidenza, è uno choc anafilattico provocato dalla somministrazione del mezzo di contrasto. Le reazioni conosciute a questo tipo di iniezione di solito non destano preoccupazione. Nei casi più lievi si tratta di nausea, vomito e sudorazione; in quelli più gravi orticaria, dispnea o dolori al torace. Nulla insomma che possa far precipitare la situazione fino al decesso del paziente.

In questo caso invece il cuore del settantenne ha smesso di battere e il medico legale dovrà valutare se è successo a causa di un’allergia. Gli inquirenti dicono che da quanto emerso finora, il paziente non aveva gravi problemi di salute, ma non è escluso che fosse allergico a certe sostanze e non lo sapesse.

Al momento, come detto, non viene invece presa in considerazione una correlazione tra la somministrazione della seconda dose del vaccino AstraZeneca, due giorni prima, e il decesso. I casi sospetti di trombosi, peraltro, hanno in genere riguardato persone con meno di 60 anni, tanto che ora quel tipo di vaccino è consigliato per i più anziani.

Remota appare anche un’ipotesi “mista”, cioè l’interazione tra il vaccino e il liquido usato come mezzo di contrasto. Solo l’autopsia, nei prossimi giorni potrà far luce su una morte che al momento non ha una spiegazione e per la quale non ci sono indagati. —



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