Il Tirreno

Prato

Passa la Mille Miglia tra le contestazioni degli operai licenziati

di Paolo Nencioni
La protesta in piazza delle Carceri mentre passano le Bugatti
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La protesta in piazza delle Carceri mentre passano le Bugatti

Contrasto stridente in piazza delle Carceri: da una parte le Bugatti, dall'altra i lavoratori Texprint che ricordano il sindacalista travolto da un Tir. Contestato anche il sindaco, che però tiene il punto

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PRATO. Da una parte le Ferrari e le Bugatti, dall'altra gli operai della Texprint che protestano contro l'aggressione avvenuta mercoledì pomeriggio davanti alla stamperia di via Sabadell. Un contrasto stridente quello a cui si è assistito oggi pomeriggio, 18 giugno, all'ombra del Castello dell'Imperatore durante il passaggio da Prato della terza tappa della Mille Miglia, la competizione riservata alle auto storiche che per la prima volta si è fermata in città.

La manifestazione ha attirato in centro fin dalle 17 centinaia di persone incuriosite dai bolidi Ferrari e dalle auto storiche. Il sindacato Si Cobas ha colto al balzo l'occasione per sostenere la vertenza in atto da cinque mesi e che mercoledì ha toccato il suo punto più drammatico con un'aggressione di cui gli operai pachistani licenziati dicono di essere stati oggetto (con tanto di video) da parte di una quindicina di cinesi usciti dall'azienda, tra cui un paio di soci (che invece danno la colpa ai manifestanti). E per ricordare Adil Belakhdim, il sindacalista Si Cobas di 37 anni, ucciso in mattinata a Biandrate (Novara) mentre tentava di bloccare un Tir che ha forzato un picchetto davanti alla Lidl.

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I manifestanti si sono piazzati davanti al punto di controllo della Mille Miglia in piazza delle Carceri e hanno esposto uno striscione nel quale tirano per la giacchetta il sindaco Matteo Biffoni ("Il sindaco dov'è? Aspetta il morto?"). Lo stesso sindaco che poco prima aveva diffuso un comunicato nel quale rimane sulle sue posizioni e non fa concessioni alla protesta Si Cobas. "Non si può morire mentre si manifesta - ha scritto - neppure se la manifestazione non è autorizzata. E' fondamentale ribadire, anche e sopratutto in un drammatico momento come questo, che le rivendicazioni dei lavoratori, nel loro stesso interesse, devono e possono stare - sempre - nell’alveo della legalità e nel rispetto di tutti: di chi la pensa diversamente, di chi ha la fabbrica accanto, di chi sta facendo il proprio dovere. La violenza non è mai giustificata né giustificabile”.

“E’ possibile, anzi doveroso, difendere i propri diritti - sostiene Biffoni - ma mai ostacolando i diritti di altri lavoratori. Chi alimenta tensioni e scontri è un irresponsabile e l'esasperazione non può giustificare reazioni violente. A Prato, come stiamo dimostrando con serietà e concretezza, le istituzioni hanno percorsi dedicati a chiunque voglia denunciare condizioni di illegalità o sfruttamento e anche questa mattina si sono svolti colloqui con i lavoratori. Aiutare i lavoratori è questo: farlo nell’alveo delle regole”.

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I partecipanti alla Mille Miglia, già con la testa alla cena in programma a Palazzo Re Enzo in piazza Maggiore a Bologna, sono transitati verso le 18 e in pochi avranno capito quello che stava succedendo. Operai licenziati e proprietari di Bugatti e Bentley da centinaia di migliaia di euro: due mondi che solo in questa occasione si sono sfiorati senza capirsi.

La Digos ha vigilato sulle modalità della manifestazione di protesta, che si è svolta pacificamente. A un certo punto Luca Toscano e Sarah Caudiero del Si Cobas hanno acceso una cassa entrando in competizione con lo speaker ufficiale della manifestazione motoristica e hanno spiegato le ragioni della protesta. Dopo una veloce trattativa la polizia li ha poi convinti a spengere la cassa, ma il messaggio è arrivato.

 

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