Il presidio
Texprint, i dipendenti aggrediscono gli operai licenziati: tre feriti in ospedale - Video
Interviene la polizia con la squadra mobile e con la Digos. Il sindacato Si Cobas accusa l'azienda di aver aggredito i manifestanti, il pestaggio ripreso in un video
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PRATO. Momenti di alta tensione, oggi pomeriggio verso le 16,30, di fronte alla stamperia Texprint, in via Sabadell. A metà pomeriggio un gruppo di una decina di persone di origine orientale è uscita all'improvviso dall'azienda, la stamperia ormai resa famosa dalla vertenza con un gruppo di lavoratori stranieri, aggredendo, da quanto hanno riferito Sarah Caudiero e Luca Toscano del sindacato Sì Cobas (e dalle immagini riprese da un manifestante pachistano col telefonino), i lavoratori che da mesi tengono il presidio fuori dai cancelli. Tutto sarebbe iniziato quando alcuni operai del presidio non volevano far passare un camion dall’azienda, un leit motiv di questa lunga vertenza.
Secondo altre testimonianze raccolte, il gruppo di persone uscito dall'azienda ha colpito alcuni dei ragazzi pachistani e bengalesi presenti al presidio. I manifesti di protesta e i gazebo sono stati divelti e danneggiati. Il Si Cobas ha chiamato il 118 e ha chiesto l'intervento della polizia. All'arrivo delle volanti gli aggressori erano già tornati in fabbrica. Tra di loro sarebbe stato riconosciuto un socio della Texprint e un dipendente sospettato di contatti con la criminalità organizzata (è il suo ruolo nell'azienda ad aver convinto la Prefettura a emettere un'interdittiva antimafia che per ora ha retto all'esame di Tar e Consiglio di Stato). Quest'ultimo si è dileguato, mentre altri sei o sette cinesi sono stati portati in Questura dalla polizia per accertamenti.
Sul campo sono rimaste sei persone ferite, tre sono state medicate sul posto, due sono state portate al pronto soccorso in codice verde e una in codice giallo. Quest'ultima è stata colpita con un mattone in testa, come si vede nel video ripreso dal Si Cobas. La polizia è rimasta sul posto fino a tarda sera, mentre gli uomini della Digos sono entrati nella Texprint per gli accertamenti del caso e i primi interrogatori.
Ben diversa la versione dell'azienda: "Davanti ai cancelli della Texprint si è consumato l’ennesimo episodio di violenza da parte dei manifestanti che da sei mesi tengono in ostaggio l’azienda - si legge in una nota arrivata in serata - Oggi la violenza privata aggravata ormai reiterata ogni giorno è sfociata in una vera e propria aggressione. La Texprint chiederà alla Procura della Repubblica e alla Questura un intervento immediato per rimuovere il picchetto illecito che paralizza l’attività dell’azienda e impedisce ai 65 lavoratori della società di continuare a lavorare. E’ arrivato il momento in cui le autorità preposte mettano fine a queste condotte delittuose che sono ormai addirittura degenerate in atti di prevaricazione e di violenza fisica. Già nelle ultime querele depositate nei giorni scorsi la società aveva denunciato la crescente e preoccupante escalation di violenza che aveva sempre più caratterizzato le condotte criminose dei manifestanti negli ultimi giorni. Quella di oggi è apparso l’epilogo di un disegno criminoso finalizzato a creare la colluttazione; non avendo ottenuto il risultato con le continue e reiterate provocazioni, ingiurie e minacce (prontamente denunciate dalla Texprint alla Procura della Repubblica) i manifestanti sono passati alle vie di fatto per alzare il livello dello scontro. I filmati saranno a disposizione dei giornalisti e di tutti i media, così come le denunce depositate nei giorni scorsi".
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