Finisce in carcere l'imprenditrice cinese accusata di sfruttamento
La titolare della Pelletteria Serena di Poggio a Caiano che produce borse per una nota griffe francese è evasa dagli arresti domiciliari: aggravata la misura di custodia
PRATO. È evasa dagli arresti domiciliari e c’era il rischio che potesse inquinare le prove. Per questo la titolare della Pelletteria Serena di Poggio a Caiano, Yang Xiaoyan, è stata trasferita nel carcere di Sollicciano. Lo ha disposto il giudice per le indagini preliminari Francesco Pallini su richiesta del sostituto procuratore Lorenzo Gestri.
La donna era stata messa agli arresti domiciliari lo scorso 18 maggio nell’ambito dell’inchiesta dei sostituti Gestri e Boscagli sul presunto sfruttamento di 18 lavoratori della pelletteria, che produce borse per conto di una pelletteria di Scandicci, che a sua volta lavora con la multinazionale francese Chloé. Gli arresti domiciliari erano stati disposti anche per il marito della titolare, Que Jinbao, che però si trova in Cina. La guardia di finanza ha tenuto sotto controllo l’imprenditrice cinese, difesa da Sabrina Serroni, e ha riferito alla Procura che negli ultimi giorni è stata vista parlare con alcune persone, in violazione degli obblighi che le erano stati imposti. Per questo la misura di custodia è stata aggravata.
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