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Un accordo Buzzi-Università per formare nuovi profili
Al centro del piano c’è il laboratorio riaperto di recente dopo alcuni anni di stop. Dalla medicina sperimentale ai robot, dall’inquinamento all’economia circolare
PRATO. L’istituto Buzzi, il Pin e l’Università di Firenze si stringono la mano in nome del sapere. Un accordo quadro di collaborazione tecnico scientifica è stato infatti siglato ieri tra la scuola superiore di viale della Repubblica, il polo universitario Città di Prato e il Dipartimento di ingegneria civile e ambientale e quello di medicina sperimentale e clinica dell’Università di Firenze. Lo scopo, mettere insieme conoscenze e strumenti per dar vita a progetti congiunti di formazione e ricerca, in particolare nel campo ambientale, con un occhio di riguardo a temi come sostenibilità ed economia circolare.
L’accordo “apre le porte” del BuzziLab – il laboratorio dell’istituto Buzzi, tornato in funzione a gennaio dopo uno stop di oltre un anno – ai ricercatori dei due dipartimenti universitari e del Pin, che potranno utilizzare per scopi scientifici i macchinari presenti nella struttura, e consente, parimenti, ai docenti e agli studenti dell’istituto di essere affiancati e supportati dagli studiosi delle due branche dell’università. «La collaborazione tra il nostro istituto e l’università è strategica, sia per l’ambito della formazione che per quello della ricerca – commenta il dirigente scolastico del Buzzi Alessandro Marinelli – Ha una ricaduta positiva immediata per gli studenti, per i docenti della scuola e per i ricercatori, ma anche per chi è già diplomato o deve essere ricollocato nel mondo del lavoro. L’idea è infatti quella di una fruizione ad ampio raggio, sempre in linea però con le finalità della scuola».
A trarre giovamento dall’accordo, sul fronte accademico, sarà in particolare il nuovo “Laboratorio per l’innovazione e per l’applicazione della robotica nel monitoraggio degli ambienti naturali, di vita e di lavoro” (in breve Liroman), nato al Pin poco più di un anno fa dalla collaborazione del polo pratese con i due dipartimenti coinvolti nell’accordo, attivo nell’ambito delle indagini ambientali e tossicologiche, come ad esempio quelle sulla presenza delle microplastiche nelle acque dei fiumi.
«La collaborazione con il Buzzi è per noi un grande valore aggiunto a livello tecnico, perché nel suo laboratorio ci sono strumenti molto avanzati e rari da trovare – spiega Riccardo Gori del Dipartimento di ingegneria civile e ambientale – Ma l’obiettivo è anche didattico: formare, partendo dalla scuola superiore, nuovi profili che al momento sul mercato del lavoro non si trovano». È d’accordo Giulio Arcangeli del Dipartimento di medicina sperimentale e clinica: «Il più grande successo sarebbe vedere, tra qualche anno, qualche ragazzo che si forma in questo contesto venire a lavorare nel nostro laboratorio».
Le nuove professionalità che nasceranno grazie all’accordo, a detta dei firmatari, sarebbero preziose anche per molte aziende del territorio (una tra tutte Gida). «Dalla condivisione di competenze non può che nascere qualcosa di positivo – conclude la presidente del Pin Daniela Toccafondi – una spinta verso l’innovazione e un’opportunità di crescita per il nostro territorio e per il nostro distretto».
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