Il Tirreno

Prato

scuola e lavoro

Un accordo Buzzi-Università per formare nuovi profili

Fabrizia Prota
Da sinistra Riccardo Gori del Dipartimento di ingegneria civile e ambientale, il preside del Buzzi Alessandro Marinelli e la presidente del Pin Daniela Toccafondi
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Da sinistra Riccardo Gori del Dipartimento di ingegneria civile e ambientale, il preside del Buzzi Alessandro Marinelli e la presidente del Pin Daniela Toccafondi

Al centro del piano c’è il laboratorio riaperto di recente dopo alcuni anni di stop. Dalla medicina sperimentale ai robot, dall’inquinamento all’economia circolare

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PRATO. L’istituto Buzzi, il Pin e l’Università di Firenze si stringono la mano in nome del sapere. Un accordo quadro di collaborazione tecnico scientifica è stato infatti siglato ieri tra la scuola superiore di viale della Repubblica, il polo universitario Città di Prato e il Dipartimento di ingegneria civile e ambientale e quello di medicina sperimentale e clinica dell’Università di Firenze. Lo scopo, mettere insieme conoscenze e strumenti per dar vita a progetti congiunti di formazione e ricerca, in particolare nel campo ambientale, con un occhio di riguardo a temi come sostenibilità ed economia circolare.

L’accordo “apre le porte” del BuzziLab – il laboratorio dell’istituto Buzzi, tornato in funzione a gennaio dopo uno stop di oltre un anno – ai ricercatori dei due dipartimenti universitari e del Pin, che potranno utilizzare per scopi scientifici i macchinari presenti nella struttura, e consente, parimenti, ai docenti e agli studenti dell’istituto di essere affiancati e supportati dagli studiosi delle due branche dell’università. «La collaborazione tra il nostro istituto e l’università è strategica, sia per l’ambito della formazione che per quello della ricerca – commenta il dirigente scolastico del Buzzi Alessandro Marinelli – Ha una ricaduta positiva immediata per gli studenti, per i docenti della scuola e per i ricercatori, ma anche per chi è già diplomato o deve essere ricollocato nel mondo del lavoro. L’idea è infatti quella di una fruizione ad ampio raggio, sempre in linea però con le finalità della scuola».

A trarre giovamento dall’accordo, sul fronte accademico, sarà in particolare il nuovo “Laboratorio per l’innovazione e per l’applicazione della robotica nel monitoraggio degli ambienti naturali, di vita e di lavoro” (in breve Liroman), nato al Pin poco più di un anno fa dalla collaborazione del polo pratese con i due dipartimenti coinvolti nell’accordo, attivo nell’ambito delle indagini ambientali e tossicologiche, come ad esempio quelle sulla presenza delle microplastiche nelle acque dei fiumi.

«La collaborazione con il Buzzi è per noi un grande valore aggiunto a livello tecnico, perché nel suo laboratorio ci sono strumenti molto avanzati e rari da trovare – spiega Riccardo Gori del Dipartimento di ingegneria civile e ambientale – Ma l’obiettivo è anche didattico: formare, partendo dalla scuola superiore, nuovi profili che al momento sul mercato del lavoro non si trovano». È d’accordo Giulio Arcangeli del Dipartimento di medicina sperimentale e clinica: «Il più grande successo sarebbe vedere, tra qualche anno, qualche ragazzo che si forma in questo contesto venire a lavorare nel nostro laboratorio».

Le nuove professionalità che nasceranno grazie all’accordo, a detta dei firmatari, sarebbero preziose anche per molte aziende del territorio (una tra tutte Gida). «Dalla condivisione di competenze non può che nascere qualcosa di positivo – conclude la presidente del Pin Daniela Toccafondi – una spinta verso l’innovazione e un’opportunità di crescita per il nostro territorio e per il nostro distretto».

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di Redazione web