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Sono triplicati a Prato i cani da compagnia nell’anno del Coronavirus

Una veterinaria dell’Asl con un cagnolino
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Una veterinaria dell’Asl con un cagnolino

Nel 2020 a Prato le iscrizioni all'anagrafe dell'Asl sono state 1.181 contro le 361 del 2019. Loretti: «È aumentato il bisogno di rapporti di socialità e affetto»

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PRATO. Affrontare la pandemia con un amico a quattro zampe è meglio. Questo è quanto si ricava dai dati dell’anagrafe animali d’affezione gestita dalla struttura di igiene urbana veterinaria dell’Asl Toscana centro. La conferma della tendenza arriva nel dato riferito ai comuni capoluogo, in particolare Prato, che ha di fatto triplicato le iscrizioni in anagrafe passando da 361 cani nel 2019 a ben 1.181 nel 2020; nell’area fiorentina i cani iscritti alla fine del 2020 sono invece 2.265 contro i 2.203 del 2019 e nel pistoiese 780 nel 2020 rispetto ai 746 del 2019. I servizi di sanità pubblica veterinaria hanno mantenuto la loro attività, adeguandosi alle prescrizioni di sicurezza, mettendosi a disposizioni nelle nuove esigenze operative nate con la pandemia. Per questo sono state perfezionate e privilegiate procedure in remoto, per l’iscrizione all’anagrafe, con una concreta soddisfazione dell’utenza. Le attività di controllo demografico dei gatti di colonia felina si è mantenuta sostanzialmente costante, pur con una sospensione, su disposizione nazionale, nel marzo 2020.

«La pandemia, le conseguenti limitazioni di movimento, l’accresciuto bisogno di rapporti di socialità ed affetto ha portato all’aumento della popolazione di cani e gatti anche nei territori ricompresi nella nostra azienda sanitaria», afferma Enrico Loretti, direttore della struttura. «Il dato appare una conferma della tendenza comune – continua Loretti – arricchire la propria famiglia o sfera sociale con una animale, ignorando le cicliche fake news sul rischio di contagio legato agli animali d’affezione».

Ad oggi sono circa 230mila i cani nel territorio dell’Asl, circa un terzo della popolazione canina della Toscana. Discorso più complesso per i gatti, la cui anagrafe è facoltativa, rappresentando quindi solo una piccola fetta della popolazione, che mostra comunque un aumento significativo. Nell'anno dell'emergenza sanitaria la struttura di Igiene Urbana Veterinaria, si è anche resa disponibile ad ospitare temporaneamente in particolare i cani rimasti senza padrone e sono così stati evitati numerosi abbandoni. «Non è mancato il supporto agli interventi gestiti dalle amministrazioni comunali, anche attraverso il volontariato, per la custodia temporanea e la gestione di animali di proprietà di persone ricoverate per coronavirus o con limiti di quarantena» aggiunge Loretti. Nel 2019 i nuovi cani iscritti erano stati 13.718 alla fine del 2020 diventano 14.040; diminuiscono invece le iscrizioni dei gatti 2.067 nel 2020 contro i 2.844 dell'anno precedente.

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