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La Procura indaga sugli assalti dei cani in Calvana
Escursionisti presi a morsi: almeno quattro episodi all’attenzione delle polizie provinciale e municipale. «Il cartello di attenzione non giustifica le aggressioni»
PRATO. A Cavagliano, il branco di cani e il loro pastore potrebbero andare sotto accusa. Sono in corso, infatti, le indagini della procura di Prato tramite la polizia provinciale e quella municipale sulle ripetute aggressioni del branco di pastori maremmani e scozzesi avvenute negli ultimi tempi sulla strada di Cavagliano, che va su per la Calvana.
Due denunce sono state depositate alla polizia provinciale pratese già nei primi giorni dello scorso aprile, poi è avvenuta l’aggressione al ciclista in mountain bike di sabato scorso e quella, che appare ancora più grave, accorsa il 3 maggio ai danni di Nicole Gulli di Campi Bisenzio e del suo bimbo di appena quattro anni. Troppo rischioso quello che sta avvenendo sulla strada bianca che sale verso il borgo disabitato di Cavagliano. Nella zona pascolano spesso allo stato libero greggi di pecore, senza il controllo del pastore da quanto viene raccontato dai protagonisti delle aggressioni subite, con un branco di sei cani da guardia pastori maremmani e border collie, pastori scozzesi.
Cani cresciuti solo con le greggi di pecore o bovini, adatti al controllo di altri animali ma che, a quanto pare, diventano molto pericolosi con le persone. «Le denunce sono in corso e stessa cosa per le indagini coordinate dalla procura di Prato – spiega il comandante della polizia provinciale Michele Pellegrini – sia i cani sia il padrone di questi è stato individuato. Gli accertamenti sono da ultimare, deciderà il sostituto procuratore cosa fare. Stiamo relazionando sulla situazione».
La denuncia di Nicole Gulli, presentata giovedì scorso alla polizia municipale, potrebbe essere associata alle altre già presentate fin dai primi giorni di aprile. La polizia provinciale se ne sta occupando assieme alla municipale, coordinate dall’indagine della sostituita procuratrice Laura Canovai. Per adesso le informazioni sono chiuse nel cassetto.
«Non possiamo allo stato attuale dare altre informazioni finché le indagini non saranno chiuse» dice ancora Pellegrini. Sulla vicenda dei cani da pastore che fino ad ora hanno mietuto paura e morsi, i cosiddetti cartelli di avvertimento posti sulla strada bianca per Cavagliano sembrano essere non solo insufficienti, ma anche fuorvianti.
E la spiegazione è chiara: «La presenza di cartelli di attenzione per cani da guardania non significa che chi fa trekking o escursioni sulla strada bianca debba essere impaurito o aggredito. I cani da guardia delle greggi sono tutelati dalla legge regionale per quanto riguarda attacchi alle pecore da lupi o altri competitori. Che i cani aggrediscano le persone e le mordano non è ammissibile. Tra l’altro c’è anche da capire dove fossero collocate queste greggi di pecore. Sicuramente gli accertamenti delle indagini relazioneranno sui fatti. Sarà poi la procura a prendere le dovute decisioni», conclude il comandante.
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