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La filatura che punta sul verde «Valorizziamo il cardato»
La Omega della Briglia ha installato 625 pannelli fotovoltaici sul tetto del capannone: «Il lusso chiede sostenibilità»
vaiano. La Valbisenzio punta sulla sostenibilità per reagire alla crisi Covid. La Filati Omega, impresa tessile de La Briglia, nei giorni scorsi ha installato nella sua sede – un immobile di 6mila metri quadrati – 625 pannelli fotovoltaici per rendersi autosufficiente dal punto di vista energetico. Si tratta dell’ultimo passo del percorso all’insegna dell’economia verde che l’azienda ha intrapreso dal 2015. «Il lusso chiede la sostenibilità – spiega Gabriele Innocenti, titolare dell’impresa insieme ad altri due soci – Oggi nessun brand di moda può fare a meno di avere nelle sue “mission” il commercio di prodotti sostenibili». Un valore aggiunto sia etico che di mercato dunque quello che una produzione ecologica porta con sé. È così che l’impresa brigliese ha puntato sempre di più sul filato cardato riciclato (aderendo al marchio Cardato recycled made in Prato), esempio di economia circolare. «A Prato il cardato riciclato lo facciamo dal 1840 – ricorda Innocenti – ma fino adesso, non so perché, quasi lo nascondevamo: ora invece dobbiamo urlarlo ai quattro venti, perché quella del riciclo dei materiali tessili è un’azione verde impressionante. È qualcosa di virtuoso». Seguendo il principio del chilometro zero, tutte le aziende partner della filatura – una roccatura, un vaporizzo, tre filature e una ritorcitura – si trovano inoltre nel raggio di 15 chilometri dalla sua sede, mentre i suoi filati contengono lana proveniente da allevamenti gestiti in modo etico. Tra i prossimi obiettivi c’è poi quello di rendere tutto il parco mezzi dell’azienda elettrico o ibrido nel giro di tre anni (una prima colonnina elettrica di ricarica è già stata installata). La crisi dovuta alla pandemia ha colpito anche l’azienda brigliese (che nell’ultimo anno ha subito un calo di fatturato del 40 per cento), ma da inizio marzo l’impresa è riuscita a riportare a zero ore la cassa integrazione dei suoi 18 dipendenti. «Il colpo si è sentito, ma ci crediamo ancora – spiega Innocenti – È valorizzando i virtuosismi e tutti insieme che si arriva al traguardo». —
Fabrizia Prota
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